in pratica in “zero comments” di geert lovink
si sostiene che un blog con zero commenti vuol dire solo una cosa:
che non interessa a nessuno.
rifletto.
effettivamente è da un po’ che i commenti latitano qui.
confronto.
è vero, dopo il restyle di milanoX, i suddetti sono notevolmente diminuiti.
ma voglio sperare che sia dovuto solo ed unicamente ad una sciocchezzuola tecnica, a un inconveniente che può aver tratto in inganno i miei amati/ambiti letteroi (era “lettori”, ma lascio volentieri il refuso dislessico. sbagliando s’inventa, grazie rodari).
spiego.
se infatti vuoi commentar,
ora sul titolo del post devi cliccar,
altrimenti non vedi la vocina che ti suggerisce “post a comment”.
concludo.
ecco, se dopo aver specificato questa cosa i commenti resteranno pari a zero, allora dovrò fare un’autoanalisi molto più severa, che preferisco posticipare al 2013 e cioè quando il mondo sarà finito.
detto questo, ho dovuto rendere il libro alla biblioteca, quindi non posso recensirlo come vorrei.
però ho visto che il buon benedetto vecchi l’aveva fatto prima di me e quindi.
tra l’altro non sono riuscita a finirlo, perché quando prendi un libro in prestito devi prorogare la scadenza rigorosamente PRIMA della data della restituzione.
se no cosa succede?
ti sospendono e non puoi usufrire del servizio per tanti giorni quanti sono quelli del ritardo.
dopo questa premessa noiosissima,
un piccolo spunto su questa storia della fine del mondo.
in realtà il mondo non finisce a dicembre.
cioè, un certo tipo di mondo sì, ma voi letteroi vi salverete di certo.
questo però è un tema che preferisco giocarmi affrontare nel prossimo post,
sarebbe un peccato bruciarselo così.
dai, così sei invogliat* a tornare e a commentare qualcosa tipo:
“oddio, ti prego, dimmi come va a finire!”
e cose così.
ma com’è che i blogger sono così noiosi?
perché, come lessi sulla maglietta di un tipo,
l’unico lettore di un blog è l’autore stesso.