You Yi
aprile 22nd, 2010 | by Published in Senza categoria
*di Pablito el drito*
You Yi
Ristorante cinese dell’amicizia
Via C. Farini 8 (Zona Isola)
Tel. 02 6551528 / 328 4532884
Aperto tutti i giorni 11 – 15 / 18 – 2
All’inizio di via Farini, tra le metropolitane di Moscova e Garibaldi, ai bordi della chinatown meneghina, c’è You Yi. Questo popolare ristorante è una sorta di istituzione nel quartiere, in quanto esiste da almeno trent’anni. Parlando con Giada, la proprietaria, che arrivò in Italia da Shanghai nel 1976, ho avuto la conferma che è in effetti uno dei più antichi ristoranti “cinesi” dela città. Virgoletto cinese perché in realtà l’offerta mangereccia mixa la cucina di Shanghai con la tradizione vietnamita e i sapori della mongolia producendo esiti non solo soddisfacienti dal punto di vista del gusto, ma anche convincenti per quanto riguarda il versante economico. Ci sono stato sabato scorso per festeggiare il compleanno di un caro amico in compagnia della mia banda: gente che non lesina né sul cibo, né sui beveraggi.
Dopo aver gustato un antipasto a base di involtini alla vietnamita e lumachine di mare stufate allo zenzero (molto consigliate), mi sono scofanato un abbondante piatto di spaghetti di soia con verdure, per poi chiudere in bellezza con una fondue di manzo (25 euro e si mangia in 4) che ho scoperto essere una prelibatezza tipica della cucina mongola. Nella versione tradizionale era cucinata in mega pentoloni riscaldati da braci ardenti, mentre da You Yi le vivande te le cuoci da te in una piccola pentola posizionata su un fornello a gas, simile a quella usata nella fonduta piemontese o nella bourguignonne francese. Qui si mettono a cuocere insieme vari tipi di insalate, carne di manzo, funghi, spaghetti di riso, tofu e un’ottima salsa piccante che ricorda la salsa barbecue.
L’operazione di cottura è divertente e particolarmente conviviale: consiglio a tutti di ripetere la mia esperienza con altri tre buone forchette. Da You Yi si mangia bene, i piatti sono delicati e i prezzi ragionevoli. Con venti euro ci si sazia, si beve del discreto vino, si gusta un buon caffè e un ammazzacaffè offerto dall’accogliente proprietaria. Il locale ha un’ampia sala fresca di ristrutturazione che il sabato si riempie di allegre brigate di gente di tutte le etnie e culture
e colori, proprio come garba a noi.



