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  • Siamo il 99%: Indigniamoci! Il Messaggio da Wall Street al Mondo

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    tratto da http://anonops.blogspot.com/

    Dopo l’ondata di arresti sul Brooklyn Bridge di sabato scorso, il movimento di #OccupyWallStreet è ormai entrato nella mente mainstream americana. I principali sindacati statunitensi (trasporti pubblici, metallurgici, servizi privati) e la principale organizzazione di mobilitazione civile della società americana, MoveOn, che tanta parte ha avuto nell’assicurare la vittoria elettorale di Obama prima alle primarie contro la Clinton e poi contro i repubblicani, hanno deciso di sostenere la mobilitazione. Tutta l’intellighenzia liberal americana appoggia la protesta a oltranza di chi da più di due settimane è costretto a dormire all’addiaccio (la polizia di New York vieta le “illegal erections” – vale a dire le tende;) e si è visto la vita e il futuro distrutti dalla Grande Recessione scatenata dalle folli e immorali speculazioni delle grandi banche internazionali di Wall Stret, che sono poi quelle che hanno ricevuto gran parte degli aiuti pubblici, mentre al resto della società, il 99% appunto, è stato riservato un destino fatto di austerità e disoccupazione (e se conoscete un po’ di macroeconomia keynesiana, saprete che la prima non fa che aggravare la seconda). La grande crisi ha reso i giovani americani ancora più simili ai loro omologhi europei, che si trovano in quella condizione da almeno dieci anni: l’unico futuro certo è quello precario, l’unico futuro è come il presente, fatto di precarietà del lavoro e dell’esistenza.

    Il precariato si è sollevato prima ad Atene e Parigi, poi a Madrid e Barcellona, quindi a New York e in tutte le grandi città USA. E’ la nuova classe sociale dal discorso politico ed economico potenzialmente egemone che sta mobilitando tutta la società civile contro l’élite neoliberista ancora al potere in banche e organizzazioni internazionali malgrado i disastri che ha manifestamente commesso. Contro la dittatura dei mercati finanziari e delle agenzie di rating, le stesse che avevano dato la tripla A ai derivati subprime poi rivelatisi toxic assets che ancora sono nei bilanci delle banche di mezzo mondo.

    La novità di questo movimento rispetto a quello noglobal che l’ha preceduto dieci anni or sono è di essere completamente postcomunista, orizzontalista e nonviolento. Volutamente gli indignati del mondo ripudiano ogni antecedente ideologico come inservibile o nostalgico. Rivendicano democrazia reale, e praticano la democrazia diretta per giungere a una democrazia radicale in cui l’economia morale, ecologica e solidale prevalga su quella immorale, finanziaria e speculativa. La mobilitazione è molecolare attraverso Twitter e gli altri social network, non esistono organizzazioni né gruppi di affinità che chiamano alla mobilitazione: è il trionfo della filosofia di Anonymous che ha diffuso viralmente la volontà di ribellione e di disobbedienza civile – dietro la maschera di V for Vendetta ci può essere Anyman or Anywoman, uniti dalla volontà di battersi con ironia e nonviolenza per la libertà d’espressione e la democrazia sociale Anywhere, sia in USA, Egitto, Siria, Grecia, Italia, Cile, Australia, you name it.

    Gli unici media di cui ci possiamo fidare sono i nostri, l’unico potere che abbiamo è quello di resistere pacificamente a oltranza. Ma la forza della superiorità morale ha già fatto crollare dittature decennali nel Maghreb e farà liquefare lo strapotere dei mercati finanziari, dei ceti politici conniventi e delle tecnocrazie che ancora li omaggiano. E allora facciamo come a New York: #OccupyFrankfurt, #OccupyBruxelles, #OccupiamoRoma

    foto tratta da: http://wearethe99percent.tumblr.com/

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