Sarà il 99% che Vi Seppellirà

by Red Proof

Corsi e ricorsi storici, cioè, in pillole, quella concezione della storia secondo cui l’umanità non progredisce linearmente verso stadi sempre più civili, ma avanti e indietro, regredendo ciclicamente a periodi di decadenza, per poi riprendere il cammino da principio. Una prova di ciò – fra le tante – sono le analogie tra il periodo immediatamente successivo la prima guerra mondiale e l’oggi italiano: la prima sotto gli occhi di tutti una popolazione senza più fiducia nelle istituzioni dello stato, con un Parlamento screditato e un’elite politica serva di ristretti potentati finanziari quando non corrotta e criminale, ma comunque e sempre inetta, mai all’altezza dei problemi e completamente fuori controllo rispetto al mandato ricevuto dagli elettori. Come tra il 1919 e il 1922 è inoltre in corso una drammatica crisi economico-finanziaria che vede una classe dominante spremere sempre più profitto e ricchezza da persone ed ecosistema, di modo che, se non s’inverte l’inerzia, i ricchi saranno sempre più ricchi e i poveri immancabilmente più poveri. E come novant’anni fa, a farsi sempre più strada in ampi settori delle classi sociali l’idea che l’unica soluzione possibile sia passare all’azione diretta di una politica dal basso, che intervenga direttamente nelle gestione della società. Idea che alimenta nelle classi dominanti il timore d’un possibile rivolgimento sociale (allora, nel biennio rosso degli anni 1919-20 era il bolscevismo sovietico a spaventare grandi industriali e proprietari terrieri, oggi che il 99% seppellisca l’1%); in alcune persone invece il timore di un analogo terreno di coltura politico e socio-economico che portò in Italia alla dittatura fascista. Un fascismo oggi mascherato di falsa rappresentanza mediatica, mite, pacato, cui bastano quattro agenzie di rating per imporre i propri diktat al mondo, così che da un giorno con l’altro milioni di persone si ritrovino sprofondate nella povertà, che abolisce le regole democratiche coi i suoi governi “tecnici” non eletti, quindi non rappresentativi di alcuna volontà popolare. Viene in mente, fra le tante cose, George Papandreou allorché annunciò di voler sottoporre a referendum popolare l’accordo raggiunto con l’UE sul debito pubblico greco con annesso salasso d’austerity: un annuncio bomba che fece scoppiare il fegato a Fmi, Bce e Ce. E dire che l’Argentina, che sospeso il pagamento dal dicembre 2001 al marzo 2005 alla fine è riuscita a imporre ai propri creditori una riduzione del debito del 70-75%, e ripartendo dall’autogestione delle fabbriche e dei quartieri, a riprendersi, crescendo rapidamente e fuori dai mercati finanziari a una media dell’8% all’anno. Ma a dimostrazione che la crisi si contrasta agendo in modo esattamente opposto a quello imposto dalla troika c’è anche che le ricette all’olio di ricino fatte ingurgitare a Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia hanno peggiorato invece che migliorare la situazione. Semplicemente perché non la vogliono migliorare. Mattanza sociale, gogna salariale e fiscale, privatizzazioni selvagge, spogliazione dei beni comuni, perdita dei diritti economici e sociali mai così radicale dal 1945 in poi, securitarismo e leggi che criminalizzino i movimenti antagonisti reprimendone manifestazioni ed espressioni (la militarizzazione nella quale si svolgono i super vertici – vedi Francoforte – e da noi la repressione contro i No-Tav ne sono un esempio), tutto funzionale per abolire la democrazia decretando leggi speciali in nome e a favore dello stesso fascismo finanziario che ci ha portato fin qui. Fascismo che, tuttavia, scrive Hannah Arendt “racchiude in sé i germi della propria distruzione”. Quindi stiamo allegri e continuiamo fiduciosi a batterci in nome dei santi corsi e ricorsi della storia. Sarà il 99% che li seppellirà!

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