Pisapia parla al Corriere

*Intervista di Elisabetta Soglio*

http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/10_agosto_30/pisapia-candidato-sindaco-1703662202977.shtml

Avvocato, cosa le ha insegnato questo agosto milanese?
«Sono rimasto in città per mantenere l’impegno preso con i tanti che, da diversi ambiti professionali, culturali e sociali, hanno sollecitato la mia candidatura. Mi è servito a capire meglio il disagio di tanti cittadini che durante l’estate, soprattutto nelle periferie, si acuisce. Ci fossero stati più candidati del centrosinistra a presidiare il territorio, ripeto, saremmo stati più forti: intanto, però, abbiamo messo insieme schegge di un programma che vogliamo costruire con tutti».

E la Moratti è in ripresa?
«La Moratti parte da una perdita di consenso confermata, oltre che dai sondaggi, dai commenti di Gabriele Albertini o di Bossi e dal malumore diffuso. Certo, da luglio ha cominciato a muoversi nei quartieri, a incontrare anziani, associazioni e bambini: tutte cose che non aveva mai fatto e che la possono aiutare a recuperare credito».

Il suo giudizio sull’operato del sindaco?
«Basta rileggere i cento punti del suo programma, rimasti praticamente tutti lettera morta. Dove sono la linea 4 e la 5 di metropolitana? Dove sono le «case dignitose per tutti e prezzi accessibili»? Dove sono le metropolitane aperte fino all’1 e 30 di notte e 24 ore nel weekend? Dov’è la consulta per gli stranieri? E la Biblioteca europea? In compenso, il bike sharing è rimasto a metà e sull’Ecopass è stata costretta al passo indietro».

È battibile?
«Sì, anche perché sempre più milanesi sono delusi da vent’anni di governo di centrodestra. Ma deve esserci una forte coalizione e le primarie devono essere momento di confronto e mobilitazione dei tanti disillusi del centrosinistra e di quelli che alle ultime elezioni hanno disertato le urne perché non si sono riconosciuti nei vari candidati scelti dalle segreterie del partito».

Se ne discute anche a Roma: la grande coalizione è possibile?
«Un conto è governare il Paese, dove si devono fare leggi ad esempio su temi etici, che dividono la coalizione. Ma qui si parla di amministrazione della città e quindi il programma è più facilmente condivisibile da una ampia coalizione».

Se non vincerà alle primarie?
«Darò tutto il mio appoggio per costruire un programma e una squadra in grado di battere il centrodestra e ridare vita e governo a Milano».

Che sindaco vorrebbe essere?
«Un sindaco cittadino in mezzo agli altri cittadini. Se venissi eletto, mi occuperei anzitutto di casa e lavoro. E comunque starei più in aula consiliare e tra i milanesi che in ufficio».

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