Pisapia alla Partenza
luglio 13th, 2010 | by Published in Senza categoria
Siamo andati lunedì al Litta a vedere Pisapia presentare la sua candidatura alle primarie a sindaco di Milano. Il teatro è già strapieno alle 18. Età media: 55, gli inps in netta maggioranza. Ci sentiamo un po’ a disagio, non ci sono facce amiche. Tre uomini bianchi dai capelli grigi sono sul palco. Quello in mezzo è Pisapia. Tutte le persone in vista della sinistra milanese, dal PD meno sfigato ai centri sociali che ancora votano, sono in sala. Vedo Gad Lerner, Pierfrancesco Majorino (il veltroniano fino a poco tempo fa segretario cittadino del PD), Maurizio Baruffi (a lungo consigliere antismog a Palazzo Marino), Daniele Farina del Leoncavallo e di Sinistra Ecologia Libertà, Luciano Muhlbauer del PRC (inviso al partito malgrado le 4000 preferenze alle ultime elezioni regionali, di cui la metà a Milano), Barbara Pollastrini (ex ministra alle pari opportunità e nella direzione nazionale del PD) e molte/i altri politici e attivisti più o meno noti.
Tira la volata a Pisapia un bell’intervento di una ragazza di 11metri, l’associazione capeggiata da Dalla Chiesa jr per rifondare la politica municipale a Milano. Dice che è tornata dall’estero, dove studiava e lavorava, per cercare di salvare Milano, che stiamo perdendo posizioni e stima in ogni area dello scibile umano e che la sua associazione è qui per ribaltare la nefasta tendenza al declino. Arriva quindi Pisapia. Non ha grande retorica e ha qualche problema con le consonanti sibilanti, ma lentamente la sua logica persuasiva, pacata ma indignata, conquista il pubblico. Dice cose sacrosante: una volta Milano era la città delle tante opportunità, oggi è la città delle tante povertà. La generazione precaria è mandata al macero, ovunque si taglia in cultura e si disinveste dal sociale, mentre la Moratti neanche si degna di incontrare i lavoratori della Scala. Bisogna fare la città a misura di bambini e attirare tutti quelli che hanno abbandonato Milano, a partire dalle giovani coppie con figli. Ci vuole un’offerta municipale di alloggi in affitto. Bisogna dar spazio al talento e all’innovatività. Milano dev’essere di tutti, il che vuol dire accessibile a tutti, a cominciare dagli immigrati cui bisogna dare il diritto di voto nelle elezioni amministrative.
Il penalista (garantista e antiproibizionista) vuole le primarie, su cui invece la parte bersaniana del PD nicchia, dice che si mette a disposizione di tutta Milano per battere la destra e riportare il sorriso in città, partendo dal riparare le buche nelle strade e arrivando alla costruzione della Biblioteca Europea lasciata morire da Palazzo Marino. Dice che la sua équipe è fatta di studenti tornati dall’Erasmus che vogliono riportare Milano in Europa: mezzi tutta la notte, spazi culturali e sociali per i giovani, piste ciclabili, wi-fi gratis ovunque, tanto per iniziare. Finisce con l’esortazione “Milano x tutti”. Doppio applauso – si ode dal loggione un: “Dai, Giuliano, toglici dai coglioni Decorato”. Ma la platea è radical chic, vuole sì battere la destra, ma con garbo. La speranza è che Pisapia sarà il Vendola cisalpino. Sperèmm.
Si avvicina la Barbara Pollastrini, amica dei gay e sciura simpatica. Le chiediamo se allora non si presenta contro Pisapia alle primarie. Lei assicura di no, ma non si sbilancia sul fatto se chiederà ai militanti del PD di votare Pisapia jr. Dice che il “PD è un grande partito”, ci sono tante posizioni al suo interno; noi ribattiamo: “Ma Bersani lo sta rendendo sempre più piccolo”.
Dopo Pisapia va sul podio Paolo Limonda di retescuole, citando Mario Lodi e Rodari e ricordando il vergognoso sgombero di famiglie rom in via Rubattino in concomitanza con la ricorrenza della dichiarazione dei diritti del bambino e la dignità e il coraggio con cui le maestre si sono date da da fare per impedire che i bambini zingari abbandonassero la scuola elementare a seguito del blitz etnico ordinato da Decorato. Dopo la sua corpulenza proletaria (in netta minoranza in sala) viene a parlare il riccone Mauri che controlla Longanesi e Messaggerie Musicali. Bisogna dire che se non altro Pisapia non farà fatica a trovare fondi per la campagna elettorale. Non ci aspettavamo di trovar tanto appoggio al Giuliano da parte dei salotti milanesi (vedi anche Aspesi e Bossi Fedrigotti). A Ferrante, il bonario ex prefetto, nel 2006 era certamente mancato. A Gad Lerner chiediamo mentre sta uscendo se Pisapia può vincere le primarie e battere la Moratti. Lui risponde che lo appoggia e che gli sembra quello che può raccogliere il più ampio spettro di consensi contro la destra. Sembra improbabile che riuscirà a battere la Moratti (noi scommettiamo che vincerà le primarie), ma non è impossibile.
Rimaniamo fuori con il nostro direttore, Giorgio Salvetti, e Luca Fazio della redazione milanese del manifesto a discutere con Luciano Muhlbauer sui compiti che ora toccano alla sinistra milanese se vuol essere degna di questo nome. L’auspicio è di poter fare una grande lista aperta che accolga tutte le anime dell’associazionismo milanese di sinistra e che sia competitiva con PD, dipietrini e grillini. Niente simboli di partito, ma tanta voglia di cambiare Milano. E che vincano le/i migliori, quelli che nei quartieri riusciranno a raccogliere più consensi per farsi mandare dagli abitanti in consiglio comunale, quell’istituzione cittadina che Lady Nequizia si degna raramente di visitare, tutta presa com’è dalle pubbliche relazioni pro domo sua.



