Pao & Bros
maggio 26th, 2010 | by admin Published in Articolo, myland
*di Junior Avelli*
Sogno o son desto? Riccardo De corato è vestito come Arlecchino con dei paraocchi che tolgono luce e spettro al suo sguardo. Joker is not dead with Heath Ledger? Ma no, è solo un dipinto. Chi di colore ferisce di colore perisce. Come vorrebbe del resto anche il second sir del comune di Milano: artisti di strada sommersi da debiti per multe da imbrattamento.
Non tutti hanno senso estetico. Vedi alla voce completovestiti da greyman alienato, misto sfiga e topo gigio, da museo delle cere, del nostro vice preferito. Stavolta c’è di mezzo quel surreale tocco Pop di Pao, il writer milanese, che riuscì con estro e fantasia a rendere graziosi quegli spaventosti oggetti del corredo urbano chiamati panettoni, tipica prelibaltezza meneghina, simbolo e orgoglio cittadino. Calce, struzzo e cemento.
Mi piace sottolineare questa cosa perché è straodirnario come Bros, si trovi in mezzo al fuoco aperto di writer puristi incazzati con lui perché espone nei musei e nelle gallerie con tanto di partrocinio dell’assessorato alla cultura (l’ex Sgarbi) e quello della squadra di raffinati amanti del bello in divisa e gomma sbiancante. Toccherà il medesimo destino a Pao, che recentemente ha solidarizzato con il writer inquisito, in occasione della sua prima personale alla Galleria Prospettive d’Arte, nelle vesti di street public artist? E’ lecito pensarlo.
Intanto Bros si è difeso in aula apportando la dovuta documentazione all’udienza del 19 maggio. Non imbratta. Ciò che fa è mettere colore. E’ arte. Riconosciuta dalle istituzioni. Però ha in corso una causa civile. Non si spiega. Lo si invita ad esporre e poi lo si condanna se si esprime, quando il privato che avrebbe subito il cosidetto danno (venisse a dipingere gratis i muri di casa mia!) ha ritirato la denuncia. Bros vs Dek. Questa sembra la storia del processo/campagna per il dekoro.
Al posto di discutere e tenere aperta la via del dialogo con tagger ed artisti, li si perseguita giocando di forza con il peso della moneta.
[writers milano contro de corato]
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