by Red Proof
Venerdì 1° giugno, Joseph Ratzinger, in arte Benedetto XVI, monarca dello stato Vaticano e infallibile pastore-dottore universale della Chiesa, atterrerà a Linate, in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie (s’intende nucleari ed etero-certificate), programmato da mercoledì 30 maggio a domenica 3 giugno. Pronti via, alle 17.30 sarà in piazza Duomo per un primo saluto alla città, per poi assistere – prima volta nella storia per un successore dell’apostolo Pietro – a un concerto alla Scala. Il suo programma proseguirà fitto il 2 giugno, al mattino con la celebrazione in Duomo dell’Ora Terza, un momento di meditazione dedicato a vescovi, cardinali sacerdoti, preti, diaconi, seminaristi, presbiteri e suore. Poi allo stadio di San Siro, dove il santo pastore tedesco incontrerà i cresimandi, le sue pecorelle, così da “entrare in dialogo con loro e mostrare in modo evidentissimo la bellezza della Chiesa universale”, come recita il sito della diocesi ambrosiana. Il pomeriggio, ascenderà quindi con tutta la sua suprema apostolica autorità nell’alto del palco al parco Nord, onde ribadire ex cathedra la dottrina ufficiale di santa romana chiesa sulla fede, ma soprattutto sui costumi. Palco del parco Nord sul quale domenica mattina si rivelerà di nuovo per celebrare la messa, prima di recarsi a un incontro con le autorità e riprendere infine, se dio vuole, l’aereo per Roma. Un impegno assunto a suo tempo da Nequizia Moratti con la curia ambrosiana, unitamente alla promessa di un sostegno economico da un milione di euro da parte del comune. L’ennesimo pacco-sorpresa lasciato alla giunta entrante da Pdl e Lega, il più pacco dei quali il buco di 186 milioni nel bilancio più 300 milioni circa piazzati a copertura delle spese correnti ma non ancora incassati dal comune.
Tuttavia, aveva dichiarato l’agosto scorso Bruno Tabacci: “Nel bilancio 2012 troveremo sicuramente il modo per inserire un capitolo dedicato alla visita del santo padre, è un appuntamento troppo importante e merita una preparazione e un impegno adeguati”. Mentre Formigoni si premurava di garantire uno stanziamento regionale di 2 milioni di euro, con Fabio Pizzul, consigliere regionale del PD nonché giornalista direttore di Radio Marconi, emittente della Diocesi di Milano e dei Paolini lì a monetizzare che “non sarebbe affatto scandaloso se il comune di Milano prendesse in considerazione una partecipazione di tipo economico. Tanto più che per gli enti locali questo genere di manifestazioni sono un’occasione di indotto non indifferente”, stimato tra il mezzo e un milione di pellegrini provenienti da 145 paesi diversi, che nel bazar metropolitano della festa, muniti di fede eterna, cappellino, zaino, maglietta, spilletta, foulard, porta badge, tessera dei trasporti, copertura assicurativa, sussidio liturgico più guida della famiglia e pass d’accesso gratuito a tutte le attività in programma e apparizioni di loro santità, mangeranno, berranno, dormiranno, si sposteranno, spendendo un fiume di denaro benedetto, fedeli ignari di Nietzsche secondo cui “la chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù predicò e contro cui insegnò ai suoi discepoli a combattere”. Ma questo è un problema squisitamente loro.
Il nostro problema sono i soldi di tutti stanziati per foraggiare l’evento dal comune, il quale dopo i dubbi e i bollori di un estate fa, all’inizio di marzo ha triplicato l’importo deliberando l’esborso di 3,1 milioni d’euro “per accogliere nel modo migliore il santo padre e i pellegrini provenienti da tutt’Italia e dall’estero” come dichiarato dal vicesindaco Guida – espressione del mondo cattolico ambrosiano impegnato e in giunta molto ben rappresentato – secondo la quale “questa visita sarà un dono per la città, che potrà mostrare appieno il suo volto solidale, accogliente, globale, efficiente”. Questo proprio quando le quotazioni del Vaticano sono a un minimo storico, non solo presso l’opinione pubblica, ma anche fra i cattolici, dal prete di provincia al direttore dell’Osservatore Romano, per lo scandalo del maggiordomo che ha divulgato i segreti del papa, rivelando una feroce lotta di potere fra i cardinali Bagnasco e Bertone e in generale le storture della Curia Romana, la corte dell’ultima monarchia assoluta rimasta al mondo.
Il nostro problema sono 3,1 milioni di euro più 2 della Regione per un evento religioso usa e getta della durata di quattro giorni; un bagno di oscurantismo e merchandising in difesa della famiglia a esclusivo uso e consumo di credenti, bigotti, beghine, baciapile e papa boys, ma rigorosamente a spese dell’intera collettività. Certo, obietterà il pio ragioniere del PD, quanti soldi pioveranno come manna dal cielo nelle dissestate casse cittadine? Ok, vogliamo vedere i conti ex post. Sappiamo però già che coloro che escludono l’idea di un dio e delle sue virtù taumaturgiche, e lo manifesteranno in Porta Ticinese, non riconoscendo l’utilità di qualsivoglia religione, senza la presunzione di essere infallibili ma coscienti della propria forza, della propria volontà e della propria storia (laica, o atea, agnostica, anticlericale), riceveranno l’ostracismo della grande stampa: che Iddio li incenerisca! Ci consoliamo col fatto che la linea 5 sarà inaugurata e aperta per tutti i milanesi senza distinzioni di credo, invece di aprirla temporaneamente (e richiuderla per mesi) in onore del precario Papa Ratzy.









