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Milano, Capitale Umorale

settembre 1st, 2010  |  by admin Published in editoriale, myland  |  5 Comments

*by Leo Catelli*

Forse è una forma di narcisismo campanilista, o forse è un’analisi corretta. Si dice che a Milano le cose succedano prima che nel resto del paese.

In fondo alcuni fenomeni, come il berlusconesimo, il leghismo, o il fascismo stesso hanno trovato qui il terreno di coltura per espandersi. Tangentopoli è nata dai processi in corso 22 marzo nel Palazzo di Giustizia, quello dove nei tanti cortei che passavano di fronte negli anni ’70 e ’80 lo slogan era “questo palazzo non serve a un cazzo”. Chissà se ascoltavano…

Così ogni volta che arriviamo alla tornata elettorale per il consiglio comunale è interessante cogliere gli umori del potere politico. E guardare le scottanti divisioni del centro-sinistra. O di quel che ne resta.

Non si può negare che in questa città ci siano alcuni poteri politico-economici che di fatto dettano anche le linee politiche. Stiamo parlando del duopolio coop e cl, alla quale si sta affacciando con
grande voracità anche la lega, terzo incomodo nella spartizione dei posti di potere e dei flussi di denaro. Un bel triopolio dell’affarismo tricolore: il verde etnico dei padani, il bianco candido
della Compagnia delle Opere e il rosso pallido della lega delle cooperative…

Basti pensare alla sanità dove a guidare il Policlinico di Milano (di cui fa parte la Mangiagalli) è il signor Cesana, uno che i meeting di Rimini li ha inventati. Ma questo è solo un esempio lampante dell’occupazione dei posti di potere, si potrebbe andare avanti a lungo con a2a, con Rai tg
regionale, con i trasporti e con le varie università.

In questo contesto di scontro tra cielle e lega per il controllo di molte società, è sbucata la notizia diffusa dalla lega dei finanziamenti dati dalla regione Lombardia alla kermesse di cielle a Rimini (altro che meeting, è tutto un eating) di 230.000 euri.

Un bello scenario insomma da cui si vedono poche via di uscita. Anche perchè l’uscita di sicurezza che dovrebbe chiamarsi elezioni vede il principale schieramento dell’opposizione proporre una candidatura perfettamente in linea con questo progetto di sviluppo.

Chi conosce la storia del quartiere Isola di Milano si ricorda la fuffa del cemento partecipato e ancora ha difficoltà a digerire il bellissimo, ma asociale verde verticale. Chi non la conosce può fare un giro nell0area delle ex Varesine, dell’ex Stecca o dell’ex Bosco di Gioia. Chi non vuole limitarsi ad un quartiere a cui eravamo molto affezionati, può ricordarsi del grande progetto qualitativo chiamato Expo. Oppure delle grandi opere in vista del G8 alla Maddalena, G8 che poi finì per tenersi all’Aquila..

Le cattive frequentazioni di Bertolaso, Ligresti, Manfredi-Catella sono il perfetto biglietto da visita di Stefano Boeri, il candidato del Pd alle comunali di Milano. Majorino dice che il fatto che abbia lavorato con la Moratti è un valore aggiunto. Sarà…

Dobbiamo affidarci al buon senso della base che andrà a votare alle primarie, se ci saranno, e raccontarle meglio cosa è successo in questi anni a Milano. Perché se vogliamo più bici e meno macchine, se vogliamo più verde e meno cemento, non è proprio il caso di votare Boeri. Memori di quel candidato del centro-sinistra che dopo la sconfitta elettorale al posto di portare avanti l’opposizione è finito a fare il consulente proprio di Ligresti.

Fonti:

http://www.teopol.it/

http://www.altreconomia.it/site/fr_contenuto_detail.php?intId=2060

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/i-ciellini-si-mangiano-milano/2129522

http://www.cdbchieri.it/rassegna_stampa_2009/cl_e_lega.htm

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Responses

  1. Anonimo says:

    settembre 3rd, 2010at 12:00(#)

    che faccia il sottopassaggio (che tale non e’, visto che non passa sotto a nulla, misteri milanesi) di garibaldi ogni giorno per andare e tornare dal lavoro. sinceramente lo trovo pure divertente, ma questa e’ questione di gusti. sicuramente molto meglio del ponte della ghisolfa o di piazza napoli, ad esempio.

    progettisti ed amministratori di milano non hanno mai avuto l’intenzione di creare una citta’ a misura di bici, ne’ l’avranno i boeri o i pisapia, men che meno i salvini.

    gli basterebbe scegliere quasi a caso tre citta’ nel mondo e andare a parlare con i loro assessori per risolvere la questione, gli basterebbe consultare fior fior di esperti che escono proprio di milano e devono andare dall’altra parte del mondo per essere ascoltati. ma non lo fanno e non lo faranno.

    per questo preferisco chi si sporca le mani di grasso e si mette la sella sotto il culo, gli spazi per la bici si ottengono pedalando. qui invece abbiamo un sacco di “kompagni” bravi a reclamarli, ma con la patente nella tasca destra e le chiavi della panda nella sinistra.

  2. Anonimo says:

    settembre 2nd, 2010at 11:17(#)

    bruciamo la patente e mettiamoci una sella sotto il culo.
    il resto e’ retorica spiccia.

  3. Anonimo says:

    settembre 2nd, 2010at 13:02(#)

    Prova ad andare in bici nel sottopassaggio Graibaldi e poi vedrai quanta retorica.
    Indubbiamente è sensato usare la bici, ma non sarebbe male se progettisti e archistra urbaniste favorissero un processo simile. In fondo è il compito della politica. O almeno sarebbe.

  4. Anonimo says:

    settembre 3rd, 2010at 12:25(#)

    Ovviamente. Tu nel sottopassaggio ti diverti io mi deprimo.

    Il fatto che gli spazi si ottengono pedalando è tutto da dimostrare, pedalo da circa 20 anni e Milano è una delle città dove si pedala di più. Eppure non vedo niente all’orizzonte.
    Personalmente di inverno uso poco la bici e uso i mezzi pubblici. Oltretutto la bici me l’hanno pure rubata un mese fa. La macchina la uso per andare a fare la spesa grossa circa due volte la mese.
    Si fa quel che si può.
    C’è poi un discorso che trovo sbagliato: è giusto fare scelte individuali. Usare la bici o i mezzi al posto dell’auto privata. Come sulla questione ambientale è giusto fare scelte di non spreco.
    Ma allo stesso tempo le risposte individuali non bastano, servono risposte politiche.
    Ti faccio un esempio pratico in Olanda chi non ha una macchina oltre a non pagare l’assicurazione ha anche vantaggi fiscali sulla dichiarazione dei redditi. Pensi che sia immginabile una cosa così qui?
    Il punto poi dell’articolo riguarda il potere locale di Milano e le prospettive, ti immagini nadrae in bici in un bosco verticale?

  5. Anonimo says:

    settembre 17th, 2010at 01:06(#)

    bruciatela tu la patente, che magari non hai mai preso- la retorica è solo tua

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