MIA – la mostra dell’arte fotografica

di Alessia Locatelli

Nel 1859 il poeta Lamartine affermò che: “[La fotografia] è più di un’arte, è il fenomeno solare dove l’artista collabora con il sole”. Forse è per questo che la fotografia continua nei secoli ad affascinare, e la seconda edizione di MIA – Milan Image Art Fair – che si è svolta dal 3 al 6 maggio al Superstudio Più ne è una prova: l’edizione 2012 ha visto l’affluenza aumentare dai 5000 dell’edizione scorsa a ben 20.000 visitatori.

Ma diamo un altro po’ di numeri: 268 espositori, tra gallerie, fotografi indipendenti, editoria specializzata e fotolaboratori, da 16 paesi hanno presentato 211 artisti nazionali e internazionali. Negli stand sono tornati con le gallerie gli artisti che l’anno scorso si erano autopromossi, dopo il vaglio di un serio e professionale comitato scientifico. L’idea è rafforzare nelle prossime edizioni i contatti con la rete della Provincia e della Regione Lombardia e speriamo che ciò porti alla possibilità di finanziare qualche giovane promessa, visti i prezzi degli stand.

Nell’edizione 2012: «Abbiamo scelto la qualità dei reportage in bianco e nero, ma anche temi più concettuali in modo da dare al collezionismo un panorama completo» spiega Roberto Mutti, nel comitato e curatore e critico fotografico. «Gli stessi reporter hanno capito che per entrare in collezione devono fare tirature limitate e certificate con dimensioni variabili e curare la qualità di stampa». Il MIA si conferma una fiera interessante. Resta pur sempre una fiera, in cui ci si presenta per vendere e, anche se non tutto è novità e qualità, vogliamo sottolineare lo sforzo del comitato di selezione per portare la storia e l’attualità della fotografia Fine-Art in Italia, ottenendo così una panoramica abbastanza esaustiva sul mondo delle immagini e offrendo la possibilità di acquistare fotografie d’autore anche a prezzi contenuti. Un esempio? Una stampa di Guido Harari, certo in tiratura alta – in 50 esemplari – di Nick Cave si poteva acquistare per 1500 euro. Per chi non si intende di fotografia, Harari è uno dei nomi più importanti nella ritrattistica dei “Big” della musica, da Frank Zappa ai Dire Straits, nonché fotografo personale di Fabrizio De Andrè..

Unico neo: impensabile far pagare 15 euro l’entrata, meno male che si trovavano online sconti e una buona quantità di ingressi gratuiti, ma solo per chi si sa destreggiare nel mondo delle gallerie!

Vi proponiamo alcuni nomi che interessanti da seguire. Grandi stranieri a parte, come Erwitt Elliott, William Klein, Yamamoto Masao o Said Atabekov, e gli italiani storici come il meraviglioso Giacomelli o l’intramontabile Ugo Mulas, ecco chi – per tecnica e stile – ci è piaciuto: Roberto Kusterle, Silvio Canini, Franco Donaggio, Marco Betocchi e Marco Beretta.

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