Lombard Capitalism
agosto 30th, 2010 | by Published in Senza categoria
da http://lombardia.indymedia.org
L’attacco ai diritti del lavoro non passa solo attraverso l’epica marchionnesca, ma è uno stillicidio di violazioni e soprusi quotidiani che si perdono nella giungla dei lavori in somministrazione, nelle cooperative e in tutto quel mercato del lavoro scientemente dequalificato.
Prendiamo la logistica lombarda, che rappresenta una delle chiavi produttive della cosiddetta “globalizzazione”: la possibilità di partecipare ai flussi di ricchezza internazionali dipende in primo luogo dai bassi costi dei servizi logistici, i quali a loro volta dipendono dalle scarse retribuzioni e da tutta quella parte di diritto del lavoro che si riesce ad aggirare mediante forme “creative” di assunzione, quali ad esempio l’appalto di servizi ad una cooperativa
Questo è il mondo in cui vivono i lavoratori della GLS di Cerro al Lambro, da mesi in un feroce conflitto sindacale per vedersi riconoscere dei minimi standard di civiltà e dignità lavorativa, ora licenziati per aver partecipato ad uno sciopero; non licenziati dall’azienda ma dalla cooperativa per “dichiarazioni lesive” e per “averla messa in cattiva luce” con l’azienda appaltatrice.
Questo è il mondo lumbard della produttività in cui alle richieste di diritti si risponde con le cariche ed in cui tutti gli strumenti, anche quelli originariamente pensati in un ottica “progressista” vengono snaturati per mietere il maggior profitto possibile dalle vite dei lavoratori. Non c’è solo Marchionne ma la miseria del capitalismo italiano si alimenta di tanti piccoli padroncini, campioni d’evasione e detentori di un potere quasi feudale sui propri dipendenti. Questa è l’Italia “profonda e lavoratrice” a cui tutti fanno appello, dalla Lega al PD, questa è la Lombardia che, nelle parole di Tremonti, non può permettersi il lusso della sicurezza sul lavoro.



