di Marina Led Catucci
La notte tra l’otto ed il nove dicembre Occupy Wall Street ha occupato il set costruito dalla produzione di Law and Order per ambientare una delle puntate all’interno dell’occupazione di Zuccotti Park. Il parco occupato era stato minuziosamente ricostruito nella parte nord di Foley square, la piazza davanti al tribunale di Manhattan e dopo una mezz’ora di festosa vera occupazione del finto Zuccotti park, la polizia ha sgomberato il set senza fare arresti.
Gli sceneggiatori di Law and Order avevano avuto proprio una bella idea ambientando una delle puntate ad Occupy Wall Street New York e ricostruendo Zuccotti Park occupata non troppo distante dalla vera Zuccotti Park, sgomberata tre settimane fa. Anche gli scenografi avevano fatto un gran bel lavoro, ricostruendo dettagliatamente la cucina che per due mesi ha sfamato migliaia di persone, la biblioteca che Bloomberg ha fatto distruggere durante lo sgombero, le tende dove gli occupanti dormivano la notte. La ricostruzione era davvero accurata.
Saputo ciò cosa poteva venire in mente a quei situazionisti di Occupy Wall Street se non di occupare l’occupazione? Così, anticipati da un tweet di OWS ComHub, “Possibili azioni spontanee questa notte a mezzanotte, restate sintonizzati”, si sono presentati alla chiusura dell’allestimento del set e si sono presi lo spazio che, in fin dei conti, gli apparteneva.
Al grido di Mockupy (parodistica occupazione) hanno realmente occupato Fauxotti (finta Zuccotti) seminando follia tutto intorno e tweettando gli eventi in tempo reale. Lo scenario era di quelli da macchia del tempo, sembrava di essere tornati indietro di tre settimane, nei giorni precedenti al violento sgombero di Liberty Plaza e tra le tende ed i banchetti allestiti dalla produzione del telefilm, è stato attivato il microfono umano per far sentire la famosa voce dell’ occupazione, qualcuno ha preso posto all’interno di una tenda con il proposito di restare lì fino al mattino dopo (le riprese della puntata di Law and Order erano previste per il mattino seguente), qualcuno ha inaugurato la cucina popolare allestita con vero cibo, altri hanno criticato la scelta dei libri della finta biblioteca del set. Tutti, comunque, si sono trovati concordi nel biasimare i cartelli esposti nel perimetro della piazza, decisamente meno creativi ed incisivi di quelli prodotti dai veri occupanti, che da mesi stanno dando lezione di comunicazione a mezzo mondo.
La polizia non ha tardato a fare la propria comparsa arrivando a difendere la finta occupazione dalla vera occupazione, circondando il set di Zuccotti park per difenderlo da Occupy Wall Street e qua il cortocircuito logico si è completato. “Ma sono vere queste transenne?” Chiedevano gli occupanti “Ma sono veri questi poliziotti? Dovrebbero mostrare le credenziali” “Forse dovremmo fare un cordone intorno al cordone della polizia”.
La NYPD (New York Police Department) non ha avuto la sensibilità necessaria per apprezzare la raffinatezza di questa mossa o forse era solo momentaneamente dimentica delle parole di Guy Debord per cui “lo spettacolo è il capitale ad un tale grado di accumulazione da divenire immagine” ed ha proceduto allo sgombero. Ancora una volta.
“La polizia non rispetta Law and Order”. La polizia non rispetta l’ordine e la legge, scandivano gli occupanti durante il vero sgombero dei veri occupanti della finta piazza. La scena, in effetti, aveva un sapore conosciuto, anche se alla fine non è avvenuto alcun arresto grazie anche all’intelligenza di Occupy Wall Street che già durante l’assemblea aveva stabilito di evitare situazioni di possibili arresti, consapevoli di star solo sottolinenando un paradosso; quello dello sgombero di un movimento di base nato da pochi mesi ma già entrato nella coscienza e nell’immaginario collettivi, tanto da possedere degli stilemi di riconoscimento immediati usabili anche dalle forme di intrattenimento di massa più distanti da loro, come una puntata di Law and Order, per l’appunto.
Le tende, i cartelli, certo, sono simboli di riconoscimento di Occupy Wall Street, ma anche questo modo di usare l’ironia per sottolineare i paradossi inaccettabili del sistema capitalistico, una combinazione di intelligenza, ironia, coraggio e resistenza.
Dopo lo sgombero gli occupanti hanno fatto un’assemblea proprio a fianco al set di Zuccotti park e poi sono tornati alla vera Liberty Plaza. Uno degli occupanti ritornando verso la base e guardando i poliziotti rimasti a presidiare la finta occupazione ha commentato “Ero venuto qua per Law and Order e invece mi sono ritrovato ancora una volta in NYPD Blue”.
L’epilogo di tutta la storia è che dopo aver sgomberato il set la polizia ha comunicato alla produzione che anche il loro permesso di girare in esterni ricostruendo Occupy Wall Street è stato revocato. Qua o si occupa tutti o non occupa proprio nessuno.










