Gli indignados milanesi invitano alla conferenza stampa che si terrà a mezzogiorno in Piazza Cordusio mercoledì 12 ottobre per lanciare la giornata di protesta contro la finanza globale di sabato 15 ottobre. Quella giornata vedrà confluire a Roma per una grande manifestazione nazionale tutti gli indignados d’Italia, che si uniranno alle 210 mobilitazioni previste per il 15 ottobre in tutta Europa e nel mondo, in sintonia con le rivoluzioni del Mediterraneo e l’assedio pacifico di #OccupyWallStreet.
Il luogo per la conferenza non è stato scelta a caso. Piazza Cordusio e dintorni ospita le principali Banche del paese e i potentati economici internazionali salvate con soldi pubblici, mentre la gente comune è sottoposta a ricette draconiane di tagli alla spesa che ricadono sui soliti noti: disoccupati, precari, pensionati, lavoratori dipendenti. La novità è questa volta non hanno nessuna intenzione di pagare il debito creato dai banchieri e di sottoporsi ancora una volta alle misure arciliberiste richiesta da BCE, Fondo Monetario e affini. E soprattutto non credono più alle misure imposte dall’alto dei loro palazzi di vetro, ben distanti dalla realtà dell’affitto da pagare, del mutuo da rispettare, del lavoro che non c’è.
Rifiutiamo l’austerità come filosofia per risolvere la crisi, in quanto tale approccio non solo produce ancora più disoccupazione, ma presuppone una gestione autoritaria e antidemocratica dei beni comuni. Denunciamo gli effetti delle politiche di austerità che si traducono in un aumento della diseguaglianza e in un attacco frontale ai fondamenti del welfare e dei diritti conquistati in anni di dure lotte sociali dei movimenti. Sottolineiamo come, allo stesso tempo, queste politiche di austerità favoriscano interessi economico-finanziari privati, quegli stessi interessi che ci hanno condotto all’attuale crisi e che difendono uno modello di sviluppo insostenibile per la società e l’ambiente. La Grande Recessione che stiamo osservando non è solo una crisi economica, ma anche e soprattutto una crisi politica. E’ l’apice del processo di disgregazione del patto sociale europeo che rivela impietosamente l’assoluta incapacità dell’attuale sistema politico di difendere i beni comuni sociali che permettono alla gente di vivere.
Reclamiamo un processo di democratizzazione radicale della gestione economica e politica in Europa, che consenta la costruzione di un nuovo modello di welfare finanziato un nuovo modello di politica fiscale europea e un nuovo approccio alla questione del debito. Solo così tutti coloro che vivono in Europa, precari o immigrati, potranno veder affermati pienamente i loro diritti sociali.
Il presidio degli indignados milanesi continuerà per tutto il pomeriggio.










