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I Buttafuori di Palazzo Marino

luglio 29th, 2010  |  by admin Published in milanoid

Chiuso l’Hollywood, la discoteca protetta dai funzionari del Comune dove i vip pippano la coca

*by Luca Fazio*

Se chiudono due locali di culto della più fetente movida milanese – Hollywood e The Club – perché nei bagni gira cocaina e perché nelle mani di alcuni funzionari pubblici finiscono un bel po’ di soldi e altri regalini per «addomesticare» i controlli, cosa c’entra il sindaco Letizia Moratti? E perché mai anche lei sarebbe colpevole di negligenza, come dicono alcuni? L’ultima volta che il suo Gianmarco si è fatto notare in quel brutto posto che è il privé dell’Hollywood, per esempio, è finita a cazzotti con un pilota di Formula 1 e se n’è occupato il tribunale, ma si sa… i giovani son ragazzi (tranne tutti gli altri, quelli che vengono braccati dal vicesindaco ). Ma non è questo il punto, il rampollo della first lady non c’entra. E’ che prima che l’autorità giudiziaria mettesse i sigilli ai due locali – arrestando 5 persone e indagandone altre 19 – c’era già stata un’inchiesta simile che un anno fa aveva scoperchiato un giro di tangenti finalizzato a favorire alcune discoteche: ci andarono di mezzo alcuni pesci piccoli e il pesce più grosso, l’ex comandante della polizia locale Emiliano Bezzon. Considerata la figuraccia e la delicatezza dell’argomento – la polizia locale più ferocemente mobilitata d’Italia presa con le mani nella marmellata – cosa è stato fatto per evitare il bis?

Nulla, anzi. E così ieri, oltre ai titolari dei due locali in questione, sono stati arrestati anche Rodolfo Citterio, presidente del Sindacato dei locali da ballo e componente della Commissione comunale di vigilanza – la stessa persona inquisita un anno fa – e Aldo Centonze, dipendente dell’ufficio del Demanio del Comune di . I due, in collaborazione con altri funzionari, in cambio di soldi e cenette, agevolavano l’apertura di locali, impedivano chiusure per irregolarità e facevano la spia disinnescando i controlli. L’inchiesta coordinata dai pm Di Maio e Robledo, invece di scandalizzare perché a ci sono locali puliti come i circoli Arci che vengono vessati dai vigili mentre altri dove si spaccia coca godono di buone coperture a , passerà alla cronaca per via del vippume che ha fiutato la polverina. Come Belen, l’icona Tim che spopola nell’italietta, la quale avrebbe confessato agli inquirenti ciò che tutti sanno, e cioé che in quei locali si tira di coca. Niente di sconvolgente, anche se gli inquirenti hanno ritenuto necessario documentare il tutto con telecamere e intercettazioni telefoniche. Precedente pericoloso, perché così facendo l’Italia intera, compresi i luoghi simbolo della nostra democrazia, rischia di essere messa sotto sigillo.

Con qualche difficoltà in più del solito, De Corato ieri è stato costretto a far sapere come la pensa. Dice che quello della magistratura è un intervento «legittimo», che la situazione stava degenerando (se n’erano accorti tutti tranne lui…), che la sua polizia locale fa un sacco di controlli e che lui attende «serenamente» gli esiti. La spudoratezza no, quella non è reato.

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