Heil Moratti: “Sto con Maroni”
agosto 24th, 2010 | by admin Published in Articolo, smogville
*di Andrea Galli*
http://archiviostorico.corriere.it/2010/agosto/22/Moratti_sto_con_Maroni_duri_co_8_100822031.shtml
«Puntare il dito contro Sarkozy non ha senso. Penso che si stia occupando di una questione importante per la quale dovrebbe esserci più consapevolezza da parte dell’ Unione europea rispetto a quelle nazioni che subiscono maggiormente la pressione migratoria».
Il ministro dell’ Interno Roberto Maroni, in un’ intervista al «Corriere», è andato oltre. Ha parlato della possibilità di allontanamenti anche per cittadini comunitari.
«Sono assolutamente d’ accordo. Sì alle espulsioni, non rimpatri assistiti e volontari quasi sempre senza esito. Naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita».
Il sindaco di Milano Letizia Moratti governa una città di un milione e 300 mila persone con 200 mila stranieri iscritti all’ Anagrafe. Più circa 50 mila clandestini. Circa 20 mila le imprese di stranieri. Tra elementari e superiori studiano 50 mila immigrati. Il nuovo palazzo della Regione, esempio fra tanti, l’hanno costruito soprattutto muratori non italiani. Poi, a Milano, ci sono i rom. Dopo centinaia di sgomberi, negli ultimi due anni sono passati da 5 mila (secondo le organizzazioni no-profit) oppure 10 mila (secondo il Comune) a 2.600 persone. Entro l’ anno scomparirà, perché sorge su un terreno dell’ Expo, lo storico campo di via Triboniano.
Sindaco, ma per arginare la clandestinità bastano le espulsioni oppure servono altre misure?
«Credo sia fondamentale intervenire sul reato di clandestinità. In questo momento, un clandestino che ha altri reati pendenti deve rimanere sul territorio italiano fino a quando non è stato giudicato e ha scontato la pena nel nostro Paese. Abbiamo chiesto al Governo di assorbire i reati come scippi, rapine e violenze nelle norme sulla clandestinità, in maniera tale che sia possibile l’ espulsione immediata anche quando il clandestino deve rispondere di altri reati».
E sui rom? La strada da seguire è quella della Francia?
«Sarkozy correttamente sta lavorando sulla sicurezza in Francia così come noi abbiamo lavorato già da tempo per quanto riguarda l’ immigrazione, grazie alle misure varate dal governo Berlusconi: nel 2008 avevamo circa 10 mila rom abusivi, oggi abbiamo circa 1.300 irregolari, e più o meno altrettanti regolari».
Alcuni nomadi di via Triboniano saranno rimpatriati, altri, forse i più, rimarranno in città. Ci saranno proteste dei nuovi vicini di casa?
«Sui nomadi stiamo portando avanti politiche di sicurezza e di integrazione, in linea con il decreto Maroni. Stiamo proseguendo con un’ azione di assoluto rigore favorendo allontanamenti e rimpatri». Verrà aperto un nuovo Centro di identificazione ed espulsione?
«Più che un ampliamento dei Centri, è importante, ripeto, modificare le norme sulla clandestinità».
Avete esteso le ordinanze cosiddette anti-degrado in molti quartieri. Non tutti i commercianti, che peraltro in maggioranza sono immigrati, sono d’accordo.
«Con le ordinanze vogliamo regolamentare la anormalità, nel senso che è anormale che i locali tengano aperti oltre una certa ora. I residenti dimostrano di essere molto soddisfatti di quanto stiamo facendo».
Anche in via Padova, la strada più multietnica e quella dove è partita la prima ordinanza?
«In via Padova abbiamo ricevuto tante segnalazioni fatte dai condòmini che informano di situazioni che rischiano di essere esplosive. Quando in un appartamento che dovrebbe ospitare due o tre persone abitano invece in dieci, venti, o trenta, ci sono rischi legati alle condizioni igieniche e alla sicurezza. In ogni modo, per l’ estensione delle ordinanze abbiamo avuto richieste dai cittadini ma anche dagli stessi commercianti».
Ma se tutti questi immigrati, un giorno, decidessero di scioperare, Milano si fermerebbe?
«Date le politiche di integrazione della città di Milano non ne vedo il motivo. Il tema dell’ immigrazione è complesso. Le faccio un esempio. A Milano abbiamo un numero elevato di rifugiati politici. Naturalmente è giusto dare asilo politico, però l’ Europa non consente la loro redistribuzione territoriale. In città ci troviamo ad avere la metà del totale italiano; abbiamo chiesto al ministro Maroni, ma a causa delle norme europee non abbiamo potuta averla, una redistribuzione territoriale dei rifugiati».
In Italia, in città, arriveranno nuovi immigrati.
«Si parla di circa un milione e mezzo di persone dall’ Africa che premono sulle coste del Sud Europa, principalmente Spagna, Francia e Italia. È importante rafforzare la politica degli accordi con gli Stati, come hanno fatto il governo italiano con molti Paesi e la Francia con la Romania. È importante anche prevenire l’ immigrazione».
E come si può prevenire?
«Aiutando le Organizzazioni umanitarie che lavorano nei Paesi in via di sviluppo con progetti concreti di formazione, di sostegno al lavoro e di avvio all’ imprenditorialità, progetti tesi a far crescere le possibilità dei popoli di rimanere sul loro territorio. Rimanere, naturalmente, con una vita dignitosa. Per questo motivo sarebbe importante aumentare i livelli di defiscalizzazione voluti dal ministro Tremonti per imprese, Organizzazioni umanitarie e cittadini che aiutano i popoli a rimanere nei loro territori».
A Milano, sul tema dell’ immigrazione, ci saranno altre polemiche con la Curia e con la Lega?
«Dobbiamo tutti collaborare per una società fatta di rispetto, di comprensione e di solidarietà nella consapevolezza che le istituzioni debbono garantire il binomio tra sicurezza e integrazione».
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