di Luca Gibillini, consigliere comunale
Quanta saggezza nelle parole dei miei nonni quando dicevano con un ghigno un po’ beffardo: ofelè fa il tò mestè. Con la schiettezza del dialetto milanese, invitavano il pasticciere a fare il pasticciere e a non cimentarsi in mestieri che non gli appartenevano. Come non applicarlo a un’altra grande figura storica della cultura popolare milanese? Ghisa fa el tò mestè!
Milano vive dure ristrettezze economiche, come molti di noi. Un po’ perché quelli che c’erano prima hanno lasciato buchi grandi come voragini, un po’ perché “c’è la crisi”, un po’ perché il governo Berlusconi ha deciso, prima di tirare le cuoia, di lasciarci in eredità il taglio alle spese degli enti locali, ossia ai servizi essenziali di prossimità.
I milanesi, con sempre più insistenza, rilevano, non sempre gentilmente, che nelle strade ad occuparsi di traffico e di vivibilità, ci sono sempre troppi pochi vigili. Scoprire (o riscoprire, in realtà) che negli ultimi 10 anni di decoratiana amministrazione i nostri vigili si sono occupati di tutt’altro che non quello che gli compete, lascia un po’ l’amaro in bocca.
Sinistra Ecologia Libertà (SEL) in Commissione Sicurezza al Comune (presieduta dall’ottimo Mirko Mazzali), ha chiesto perché, nell’attuale organizzazione, siano presenti così tanti nuclei (distaccamenti e quindi uomini e risorse) che svolgono ruoli di evidente competenza dello Stato. Solo alcuni esempi:
- Nucleo cinofilo anti-droga, sappiamo bene i costi di un nucleo come questo e che la competenza è, per la legge quadro 45, sulla lotta alle droghe di esclusiva competenza della Guardia di Finanza
- Nucleo NTTP, tutela trasporto pubblico che, secondo quando per anni dichiarato da DeCorato, si occupava anche di dare la “caccia” ai clandestini, ilche è competenza della polizia di stato come da legge. (Abbiamo ancora in mente le brutte immagini degli autobus decoratiani con le grate sui vetri che trasportano clandestini verso il CIE)
- Nucleo Radiomobile che ha, per esempio, svolto esercitazioni antiterrorismo (quindi addestrati e formati per questo) fino al maggio 2011.
Per non parlare del fatto che ghisa sono dotati armamenti che anche il ministero degli interni ha valutato impropri per un corpo che per legge non deve svolgere compiti di coercizione.
Noi di SEL pensiamo sia centrale il principio per cui i vigili devono tornare a fare i vigili e impiegare le loro già scarse risorse per svolgere quel ruolo di prossimità che i cittadini continuamente ci chiedono (soprattutto dopo il tragico incidente che ha causato la morte di Gabriele, lo scandalo continuo del parcheggio sulle piste ciclabili, e via dicendo).
Ad esempio la gestione del traffico, ad esempio la tutela di fronte alle scuole, ad esempio il controllo sui cantieri, sulle emissioni inquinanti, sugli abusi commerciali, sui rilievi per incidenti stradali (oggi si può aspettare anche ore in strada in attesa che vengano i vigili), ad esempio le contravvenzioni a chi crea pericolo per la circolazione stradale di veicoli, pedoni e biciclette.
Quello che vogliamo fare è, in prospettiva di una riorganizzazione dei vigili, imprimere un indirizzo in totale discontinuità con l’amministrazione Moratti. Quello che abbiamo chiesto è che i vigili facciano i vigili e la polizia faccia la polizia. Senza sovrapposizioni e con più risorse per la città.
Quindi, perché no, bisogna smettere di interpretare i vigili di Milano in funzione di Polizia Locale, come se fossero la polizia del Sindaco, incaricati di svolgere, anche nell’immaginario dei cittadini, compiti di pubblica sicurezza. Bisogna ricominciare a chiamare i ghisa con il loro nome: Polizia Municipale e Vigili Urbani.
E allora Ghisa fa il tò mestè, che ti riesca bene, che serva alla nostra città e non faccia spendere preziosi soldi alla grande Milano per fare cose che devono fare altri.
Nota di MilanoX: sarebbe opportuno venissero accettate le dimissioni minacciate da Tullio Mastrangelo, ancora al comando dei vigili urbani malgrado il cambio di giunta.










