Expo Ha il 10% dei Terreni Inquinati

by Fornace

Nei giorni scorsi l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA), che ha supervisionato l’indagine ambientale condotta dalla società Co.Me.Ta (legata alla Compagnia delle Opere), ha dichiarato che il 10% dell’area destinata ad ospitare Expo 2015 risulta essere inquinata da idrocarburi, zinco ed altri metalli pesanti.
Solo pochi mesi fa l’ad di Expo 2015 Giuseppe Sala dichiarò che dai carotaggi effetuati risultava contaminato soltanto il 3% dell’area e che, pertanto, non era necessario procedere ad un’operazione di bonifica data l’esiguità della superficie inquinata, aggiungendo subito dopo che “procedendo con gli scavi ci saranno ulteriori esami, e se emergerà la necessità faremo le bonifiche, ma ad oggi non ci sono rischi di ritardi sui lavori”.
Dopo le rilevazioni dell’ARPA pare che una superficie di circa 120mila mq – pari a circa 17 volte la superficie di gioco dello stadio di San Siro – risulta inquinata e che necessiti di una bonifica. Ora chi pagherà la bonifica di terreni inquinati venduti alla società pubblica Arexpo per 110 milioni di euro (66 milioni solo per quelli di proprietà di Fondazione Fiera)? E’ bene ricordare che l’estate scorsa i Consigli comunali di Rho e di Milano, in sede di approvazione dell’accordo di programma per Expo 2015, fecero approvare degli atti di indirizzo nei quali si chiedeva di addebitare ai privati proprietari dei terreni e non ai soci pubblici di Arexpo i costi della bonifica delle aree. Ci chiediamo se nel contratto di compravendita siano state incluse tali clausole come richiesto dai Comuni di Rho e Milano ai quali chiediamo anche maggiore trasparenza rendendo pubblici i documenti relativi all’operazione di compravendita e, soprattutto, alle operazioni di bonifica che verranno effettuate verificando, inoltre, la presenza di inquinanti all’interno della prima falda acquifera – visto e considerato che i carotaggi sono stati effettuati a una profondità compresa tra i 6 e i 9 metri.
Chiediamo, altresì, che la bonifica venga fatta a regola d’arte e non frettolosamente e superficialmente come per la Fiera, cioè limitata semplicemente ai primi metri di profondità. A tale proposito, chiediamo di sapere dai Comuni di Rho e Pero se per il parco pubblico di 24mila mq che sorge nei pressi della Fiera realizzato dal Consorizio Stabile Litta – il cui vice presidente risulta indagato nell’ambito dell’indagine per corruzione e finanziamento illecito ai partiti che coinvolge il Consigliere del Pdl Giammario – siano stati effettuati delle rilevazioni al fine di verificare la presenza di inquinanti o meno nel sottosuolo.

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