E’ nell’aria
febbraio 9th, 2010 | by admin Published in Articolo, generazione (A)
La voglia di rivolta. Contro il neoliberismo zombie che continua a comandare anche se è morto. A Milano. Dove tutto è iniziato. Dove la destra si è impadronita del potere e ha inferocito la città, trasformando corpi e quartieri. Ma il peggio è passato. Dalla sconfitta del 2006 la sinistra sociale si sta riprendendendo. A un anno dalla rioccupazione di San Valentino che liberò Conchetta dalle grinfie di Decorato, si avverte una desiderio di riscossa che si diffonde per le strade, nelle reti e nele scuole della città. A due mesi dalle contestazioni di Piazza Fontana. A tre mesi dagli arresti di studenti. E’ ritornata la voglia di ribellione. L’edonismo consumista e l’etica del party che hanno a lungo regnato a Milano vengono oggi negati da repressione e crisi e questo crea un potenziale di dissenso enorme.
Certo, la pulizia etnica anti-rom avanza e gli immigrati continuano a essere perseguitati dalla polizia locale di Decorato. Nessuna moschea o minareto è in vista per Milano. Il leghismo xenofobo crescerà nelle urne, ma solo perché un quinto degli abitanti Milano sono esclusi dal voto. Il grande nulla della Moratti sindaco è stato riempito da Larussa e Decorato. Lo smog continua a uccidere imperterrito, la precarietà si trasforma in disoccupazione. Le scuole civiche vengono chiuse. Formigoni si appresta al Ventennio, autocelebrandosi con il Grattacielo Lombardia, mentre il loser Penati ingrana la sesta sulla Pedemontana anche se lo mettono in seconda fila all’inaugurazione. Neanche gli scandali Grossi, Gariboldi-Abelli, Prosperini e mezza giunta indagata l’hanno toccato. La setta ciellina continua a gestire gli affari che contano: speculazione fondiaria e sanità privatizzata. La logica dell’emergenza ci tiene inchiodati alla situazione politica di trent’anni fa per eternizzare il controllo sul potere di una generazione di vecchi. Mai l’arroganza dei potenti, dei vigliacchi e dei mafiosi è stata così forte a Milano. Mai l’ignoranza e il disprezzo dell’intelligenza così sfrontate.
Eppure l’inverno della Milano eretica è finito. Una nuova fase si apre. Fatta di grandi ideali e aspri conflitti su bisogni, identità, diritti negati e repressi. Di battaglia culturale senza quartiere contra una destra schifosa che sta crescendo in tutta Europa. Che avvelena suoli e anime. Ma una crisi strutturale è anche un’era di grandi innovazioni e possibilità, che riuscirà a cogliere chi si vorrà lasciare definitivamente alle spalle la storia del comunismo italiano e di tutte le sue scissioni rivoluzionarie. Quella generazione e quella storia sono state sconfitte. Noi invece siamo venuti dopo la guerra fredda. Non abbiamo ancora perso e non vogliamo pagare per colpe che non ci appartengono. Le nostre previsioni, a differenza di quelle dei sessantottini, sono state confermate dagli eventi. Mercati finanziari e neoliberismo hanno portato il pianeta alla bancarotta ecologica, economica, morale. Però è una magra consolazione, perché al posto della destra liberale si sta sostituendo una destra criptofascista, un nemico forte che vorrebbe estirpare per sempre i centri sociali. Ma gli spazi sociali e l’associazionismo di sinistra stanno tornando a crescere e gli studenti sono tornati a sognare il cambiamento: aperto, concreto, nonviolento per quanto è possibile, ecoattivo e socialmente sovversivo, per l’uguaglianza transgender e l’antigerontocrazia.
I ragazzi e le ragazze di Milano sono tornati ad avere il pendolo della storia dalla loro parte. La rendita immobiliare e lo sfruttamento precario possono essere battuti. Il razzismo può essere sconfitto, perché meticciato e ibridazione sono Milano 2010.
Buon San Valentino ai ragazzi di Milano, quell* che che amano la movida multietnica e detestano la paranoia di NoMilaNo.




