Digital Mishmash
maggio 14th, 2010 | by Published in Senza categoria
*by Vic Marchi*
DRM: La controversa storia di Apple con il Digital Rights Management (DRM), sta conoscendo un nuovo, increscioso, capitolo: l’iPad. Facciamo un passaggio indietro. L’iPod, il famoso mp3 player della Apple, ebbe successo perchè dietro l’iPod c’era iTunes Stores, la piattaforma e-commerce Apple per la distribuzione della musica elettronica. iTunes rendeva disponibile ogni tipo di musica a prezzi accessibili, l’utente aveva vita facile a trovare ciò che voleva e l’industria ci guadagnava la sua parte. Unico problema, il protocollo Fair Play, il DRM in versione Apple, implementato per prevenire trasferibilità e riproducibilità dei files scaricati. Con l’iPad è la stessa storia che abbiamo già visto con l’iPod, solo che ora le limitazioni non so applicano solo ai contenuti, ma si applicano con l’App Store, la piattaforma e-commerce per la distribuzione degli applicativi iPad, a tutte le applicazioni del vostro dispositivo. Citiamo dalla campagna della Free Software Foundation. “DRM darà Apple e ai loro partner aziendali la possibilità di disattivare le funzionalità, bloccare i prodotti concorrenti (in particolare software libero), censurare notizie, e anche eliminare libri, video o notizie dai computer degli utenti senza preavviso – utilizzando la connessione di rete “always on” della piattaforma. ( .. ) Creando un computer in cui ogni applicazione è sotto totale controllo centralizzato, Apple sta mettendo in pericolo la libertà per aumentare i propri profitti. ( .. ) L’utilizzo nell’iPAD senza precedenti di DRM per controllare tutte le funzionalità di un computer di uso generale è un pericoloso passo indietro per l’informatica e per la distribuzione dei media. Chiediamo che Apple rimuova tutti i DRM dai suoi dispositivi.”(www.defectivebydesign.org/ipad)
TWITTER VOODOO: Un blog turco ha riportato che twittando “accept” più lo user name di un utente di Twitter, si poteva aggiungere quell’utente alla lista dei propri followers. Il bug è stato scoperto grazie a un blogger turco che, in segno di rispetto per la banda heavy metal tedesca Accept, avrebbe digitato “accept pwnz” nel campo testo del tweet. Quando @borakrc, questo il nome dell’utente, ha scoperto che in quel modo aveva aggiunto l’utente @pwnz alla lista dei propri followers, ha riportato l’errore sul blog dando vita a emulatori di ogni sorta. La cosa è esplosa nella blogosfera di lingua inglese solo quando la notizia è stata ripresa da bloggers americani, i quali l’hanno provocatoriamente testata contro profili di capitani di industria quali quelli di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, ed Evan Williams, CEO di Twitter. Intanto tempo prezioso andava perso e quando infine il portavoce di Twitter ha dovuto ammettere che “sfortunamente” il problema era reale, la notizia si era già diffusa e numerosi profili erano stati cooptati. I target preferiti sono stati celebrities e personalità di rilievo, profili utili ad acquisire nuovi followers e credito sociale in rete. E questo, diciamolo pure, non senza un malcelato senso di rivalsa contro quelle stesse celebrità di cui, il più delle volte, siamo vittime.
SPETTRO RADIO: Il passaggio al digitale libera frequenze dello spettro radio che potrebbero essere utilizzate per diffondere accesso Internet a banda larga. La Federal Communications Commission con il supporto della Csa Bianca e la Commissione europea si stanno muovendo in questo senso. L’imbarazzo regna in Berlusconia, dove il governo, a fronte di una copertura digitale che raggiunge il 51% del territorio, non ha ancora un piano per la redistribuzione delle frequenze liberate. Stay tuned, che su questo si gioca molta della nostra libertà futura. Citiamo dal documento della commissione. “La Commissione europea ha adottato una decisione con cui definisce norme tecniche ( .. ) che gli Stati membri devono rispettare per l’assegnazione delle frequenze radio nella banda a 800 MHz. Le norme contribuiscono alla diffusione dei servizi internet senza fili ad alta velocità ed evitano interferenze dannose. In diversi Stati membri le frequenze a 800 MHz vengono progressivamente liberate e vanno a costituire il cosiddetto ‘dividendo digitale’ ( .. ). Gli Stati membri che decidono di cambiare l’attribuzione di frequenza esistente ( .. ) devono applicare immediatamente le norme tecniche armonizzate definite dalla decisione per mettere queste frequenze a disposizione delle applicazioni a banda larga senza fili. La decisione odierna non richiede espressamente che gli Stati membri mettano la banda a 790-862 MHz a disposizione per i servizi di comunicazione elettronica, ma la Commissione sta valutando se avanzare tale proposta nel prossimo programma strategico in materia di spettro radio, che terrà conto di una recente consultazione in materia e del vertice sullo spettro organizzato dalla Commissione e dal Parlamento Europeo il 22 e 23 marzo scorsi.”
HERDICT: Herdict, conflazione che significa “verdetto della mandria”, ha poco più di un anno di vita e gode di buona salute. Il sito è una iniziativa del Berkman Center for Internet & Society di Harvard che utilizza il potere distribuito della Internet Community per monitorare l’accesso a siti web e relativi servizi su scala globale. Questa tecnica si chiama crowdsourcing e comporta la partecipazione attiva della comunità nella segnalazione e nel monitoraggio delle interruzioni all’accesso di siti e servizi. Partecipare è facile. Basta recarsi sulla home page del sito dove è disponibile una mappa dei siti inaccessibili e testare l’accessibilità degli stessi con la speciale applicazione ivi messa a dispozione. In questo modo si crea una mappa globale delle interruzioni di servizio e si pongono le condizioni per tracciarne lo sviluppo nel tempo. I numeri, così come i risultati di questa analisi organizzati per aree geopolitche, sono diffusi e commentati sul sito. Scoprirete per esempio, che certi siti egiziani non sono visibili in Arabia Saudita mentre lo sono qui da noi ecc. Herdict è disponibile anche come un plugin del browser. Con un semplice click di un bottone i siti possono essere segnalati senza ritornare sulla home page del sito www.herdict.org. Herdict è uno strumento che dobbiamo adottare e che può crescere solo attraverso la nostra forza. Insieme alla Government Request Map di Google, mappa che traccia le richieste di rimozione di contenuti provenienti dai governi, abbiamo due strumenti di notevole efficacia per mappare le interferenze governative con la libertà di espressione su Internet. Facciamone uso.



