Di Nuovo sul Tetto che Scotta

I battaglieri bottiglieri hanno occupato una palazzina Aler in via del Sarto, vicino alla sede centrale dell’istituto che gestisce la case popolari regionali e comunali a Milano in zona città studi, poi sgomberata mercoledì mattina mentre 10 attiviste/i salivano sul tetto decisi a resistere. Ora sono rimasti in 8 sono ancora sul tetto. Ieri sera c’è stato un presidio in solidarietà. Checché ne dica la Santanchè, non crediamo la protesta turberà più di tanto il ballottaggio che si preannuncia come vittoria netta di Pisapia (se andiamo tutti a votare di nuovo e facciamo venire a votare chi era fuori città domenica scorsa). Ci sembra ponga con la tipica guasconeria anarcoautonoma la questione abitativa a Milano che è drammatica per i giovani e che è al centro del programma del candidato di sinistra (sempre che lo mantenga, ma noi crediamo di sì – soprattutto la parte all’edilizia a canoni agevolati per un mix di studenti e pensionati). Questo è l’ultimo comunicato dal tetto:

THE ROOF CREW
Bungiorno a tutti!
Siamo un gruppo di individui, giovani all’anagrafe e/o nello spirito, che domenica scorsa ha occupato una villetta dell’ALER, tenuta vuota da anni, al numero 20 di via del Sarto, all’interno di un complesso residenziale semiabbandonato.
Sapete qual’è la storia di queste case?
Nate come abitazioni per gli ufficiali fascisti negli anni Venti, furono convertite a case popolari nel secondo dopoguerra. Ora l’ALER ne sta cacciando via gli abitanti rimasti per destinarle ad assegnatari di alto bordo, all’interno di un piano connesso ad Expo 2015 gestito da una holding della Regione.
Stamane siamo saliti sul tetto della nostra nuova casa perchè abbiamo visto le vie circostanti invase da un gran numero di uomini in divisa e armati di tutto punto, accompagnati da molti altri in borghese, muniti di radiotrasmittente.
Non c’erano dubbi: erano lì per noi, ma non per partecipare alla grigliata di inaugurazione prevista per stasera.
A portarli qui era invece la triste ricorrenza connessa al loro triste ruolo, quel ruolo di sbirri che abbruttisce le loro stesse vite oltre a costituire un grave danno sociale.
Ora siamo qui, seduti sulle tegole, novelli baroni rampanti intenzionati a sottrarci al tran tran quotidiano che schiaccia le vite di ciascuno e di tutti. Da qui si gode di un punto di vista più libero e ardito.
Quali sono le nostre richieste? Nessuna.
Quali condizioni poniamo? Nessuna.
Cosa rivendichiamo? Niente.
Resteremo qui sul nostro tetto ad oltranza, granitici come mostruosi gargoyle, a difendere la nostra casa, il nostro rifugio comune, finché le forze, quasi infinite, non ci abbandoneranno.
Determinati come i giudei a Masada, non ci metteremo a trattare con nesssun romano che si presenti sotto le nostre mura.
Riteniamo che l’autogestione e l’autorganizzazione siano le uniche forme efficaci in grado di rafforzare le lotte che quotidianamente dinamizzano l’immobilità di queste contrade metropolitane.
A noi piace la luce del sole e il calore della lotta.

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_maggio_20/via-del-sarto-sei-anarchici-tetto-190689599411.shtml

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