Immaginariespolarazioni “Nella tana del drago. Anomalie narrative del Giambellino” (Agenzia X, 320 pp. 15 eu)
Quando sento la parola Giambellino penso subito al Cerutti Gino, uno dei personaggi più celebri cantati dal grande Giorgio Gaber.
Nell’omonima ballata il Nostro celebra sì un personaggio, ma anche un intero quartiere.
Una periferia non lontanissima dal centro città, la cui crescita è stata molto rapida e in cui il confine tra legale e illegale è sempre stato sfumato.
Al Giambellino fu fortissimo il movimento partigiano e poi quello operaio, ma anche la presenza della ligera, la mala milanese.
Là negli anni sessanta nacque la contestazione ecclesiale, in cui i militanti cattolici attaccarono i vertici della chiesa tentando di riformarla dal basso.
Sempre là il PCI fu scavalcato a sinistra dal movimento “Luglio 60″, di ispirazione maoista, che contestava l’atteggiamento revisionista e accomodante dei vertici del partito.
Al Giambellino nacquero sia il bandito Vallanzasca, sia il nucleo milanese delle Brigate rosse.
Infine, negli anni ottanta, il quartiere fu ancheteatro del più grande mercato a cielo aperto di stupefacenti d’Italia, soprattutto eroina, che ha falcidiato una generazione di giovani.
La tana del drago, pubblicato da Agenzia X, mette al centro la periferia.
Una periferia che conserva un suo proprio d.n.a. e che vive la tensione tra immigrazione (prima meridionale, oggi marocchina, egiziana, sudamericana, rom) e gentrificazione.
Un periferia che ha 80/90 anni di storia e che, anche se è cambiata, è rimasta però sempre un po’se stessa.
Il quartiere si racconta in questo bel libro di 320 pagine, che consiglio a tutti, grazie alle testimonianze orali e fotografiche dei suoi vecchi e nuovi abitanti.
Mi è piaciuto sopratutto per l’amore che sa esprimere per un pezzo di città ricco di storie.
Vicende spesso drammatiche, che molti vorrebbero farci dimenticare, ma che oggi più che mai è necessario documentare e ricordare.
Ricordo volentieri che
sabato 23 giugno dalle ore 14 al Laboratorio di Quartiere Giambellino Lorenteggio, via Odazio 7
si svolgerà
Il Giambelico del Mondo
Alla festa ci saranno tutti: dai 90enni ai 18enni di ogni origine ed etnia, dalle monache ai punkabbestia, i Morlacchi al gran completo, Vallanzasca e i suoi vecchi amici, la tabaccaia, la merciaia, il tossico storico e l’ex, il cinese, il filippino, il kebabbaro, l’egiziano macellaio, l’imam marocchino, il gay chiacchierone, la pornostar decaduta e molto altro.
Alle 18.30 presentazione di “Nella tana del drago. Anomalie narrative dal Giambellino”










One Comment
e già!!
Son cresciuto in Giambellino, proprio al 150 di via Giambellino.
A 13 anni, nel 78 abbiamo ricevuto un alloggio popolare.
Eravamo un bel manipolo di scalmanati e ne abbiam combinate tante.
Era l’epoca del “nostro” Araldo (la discoteca accanto al bar Lore di via Lorenteggio) del bar del vicolo, della bisca a cielo aperto di piazza Tirana della convivenza e amicizia con personaggi di grosso spessore criminale.
Eravam pugliesi, calabresi e campani e siciliani.
Aaaaaaaahh che anni…..oserei dire che Nostalgia.
Quella era la nostra Milano.
Saluti Mauro Giordano