Sciopero contro i Vampiri




Cancellata la recita di giovedì del “Faust” di Gounod, revocato il balletto “Giulietta e Romeo” per lo sciopero generale nazionale indetto dalla Cgil per venerdì 25, appare assai in forse anche la rappresentazione del “Faust” di sabato. Mentre Cgil, Cub e Fials proseguono unite la battaglia, la Uil si dissocia. “Siamo per il ritiro del decreto Bondi, ma non crediamo che questa politica sbagliata del governo verso la cultura si sconfiggerà solo con gli scioperi sugli spettacoli Scegliamo piuttosto altre forme di lotta, meno onerose e più creative. Piuttosto, che so, scendiamo nudi in piazza" fa sapere, tutto creativo, il segretario Dentoni.

La Moratti - che in veste di sindaco è presidente della Fondazione - appoggia Bondi e dichiara che il decreto “aiuta le istituzioni in crisi a uscire dalle situazioni di insolvenza. La Scala non è un’istituzione in crisi e nel decreto sono previste contromisure per le istituzioni che non hanno situazioni di crisi”. Le fa eco Finazzer Flory, uno che ama farsi fotografare la notte a zonzo per le strade con un mantello nero da vampiro indosso, prima consulente editoriale e autore teatrale, oggi erede di Vittorio Sgarbi all’assessorato alla Cultura: “Credo che lo sciopero in un momento di crisi sia uno strumento non solo vecchio, ma anche sbagliato. Credo ci siano forme di protesta più moderate e intelligenti, per arrivare a un consenso comune, perché ogni sciopero è un danno economico alla Scala, a Milano, all'Italia, un danno anche simbolico gravissimo”.

L'assessore il 25 gennaio, dopo aver letto sul palcoscenico della Scala sette capitoli tratti da “I Promessi Sposi” aveva dichiarato: “Abbiamo portato alla Scala, su 2 mila invitati, 1.000 studenti delle scuole medie. Abbiamo bisogno di pubblici nuovi”. Domanda allora, esimio assessore: “Come si conciliano pubblici nuovi con i tagli di finanziamenti e di personale previsti dal decreto Bondi?”

Fare l’attore rende felice il Finazzer, l'ha detto lui, molto più che fare l'assessore. Se continua così, fare l'attore diventerà un secondo lavoro anche per tutti gli altri.

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