La Sindaca del Monopoly




*by Bernister*

Solfati, tossine, pollini, batteri, i quali incollandosi al particolato fine inducono uno stato infiammatorio acuto. D’estate ancor più che in inverno la reiterata esposizione all’inquinamento riduce la capacità respiratoria, invecchia precocemente le cellule, interferisce con la coagulazione sanguigna, danneggia il sistema circolatorio, arrivando persino a modificare il Dna. Lo dice uno studio del Centro Polaris, del Dipartimento ambiente e territorio dell’Università Bicocca, dove venerdì scorso è stato presentato il dossier “Particolato atmosferico e rischi per la salute a Milano”, riguardante la tossicità del particolato atmosferico e i marker molecolari di rischio.

I ricercatori hanno bombardato con Pm10, Pm2.5 e Pm1 cellule di polmone umano e cavie animali; confrontato un anno di risultati e parametrato i dati sulle stagioni soffermandosi sui contributi secondari alle polveri per infine indagarne gli effetti clinici. Risultato: la concentrazione media annuale di Pm2.5, il particolato finissimo, è alta e fuorilegge: 34 microgrammi per metro cubo d’aria, oltre la soglia d'allarme di 25 microgrammi. “Gli studi microbiologi hanno evidenziato notevoli differenze nella composizione delle comunità batteriche tra i Pm estivi e invernali. Nella stagione estiva sono presenti popolazioni di microrganismi normalmente associati alla vegetazione, che possono contribuire agli effetti infiammatori delle polveri” spiegano i ricercatori: “Molti microrganismi associati al Pm sono resistenti alle più comuni classi di antibiotici” risultando più difficili da combattere. Il professor Pesci ha seguito un gruppo di vigili urbani sani e non fumatori: “I risultati” dice “indicano la presenza di un danno polmonare legato al particolato fine, con un trend che sembra essere in relazione agli anni di servizio”.

Tuttavia non sono certo il convegno alla Bicocca né i dati allarmanti emersi dallo studio a tenere banco nelle tre ore di registrazioni trasmesse non-stop dell’appena nata “Tele Letizia”, dov’è possibile ammirare la sindaca in gita natante sulle acque del Naviglio pavese; al mercato che incontra gente, stringe mani, oppure sui mezzi pubblici (non certo sulla 90/91), prodiga di vestitini, sdrucite frasi di circostanza e sorrisi equini. E sulla qualità dell’aria milanese se ne guarderanno bene dal riferire anche gli “strumenti di comunicazione emozionali, riconoscibili e puntuali” - bandiere, gonfaloni, trecento totem circolari sparsi nei luoghi strategici, 250 banner verticali con scritte di benvenuto e pubblicitarie nei punti d’ingresso della città onde segnalare iniziative ed eventi culturali - parte integrante dell’operazione denominata “City Dressing”, ultima messinscena propagandista partorita da Palazzo Marino, a un costo di 280mila euro, già stanziati qualche settimana fa con apposita delibera nel bilancio 2010. Ufficialmente dovrebbe trattarsi di “informare sugli obiettivi raggiunti e sul piano di azione di governo della città”, poiché Milano “ha il dovere di farsi leggere e conoscere”.

A tutti gli effetti, Lady Nequizia inaugura la campagna elettorale a spese nostre gonfiando come un titolo Parmalat la propria immagine, seriamente preoccupata - lei e tutta la sua cricca di lobbysti, faccendieri, speculatori, mafiosi, truffatori, leticoni, pescecani - dall’idea di perdere le amministrative del 2011. E di conseguenza di dover mollare l’osso dell’Expo 2015 a Formigoni. Striscioni, banner, totem circolari sui quali non comparirà nemmeno che Milano dopo Bolzano e Bologna è la terza metropoli più cara d’Italia (+4,7% della media nazionale), secondo uno studio Istat effettuato su di un paniere che raccoglie affitto, spese sanitarie, abbigliamento, trasporti, utenze, istruzione e attività ricreative in tutti i capoluoghi di regione.

Ma ciò che più preoccupa di più la Moratti in questi giorni è l’allarmante notizia che Milano è fuori - un misero 0,23% di preferenze, quando Chieti e Reggio Calabria sono già sopra il 10% dei voti espressi - dalle 22 città che entreranno nella nuova versione italiana del gioco del Monopoly (c'est plus global), che sostituirà i nomi delle vecchie vie del miracolo economico con quelli di città italiche. Preoccupata al punto da mobilitarsi e lanciare un appello, quando sulla vicenda Scala non ha speso una sola parola, per invitare la cittadinanza a votare milano sul sito www.monopolytalia.it, cosicché la nuova versione del gioco che com l’Expo fa far soldi su terreni e immobili, riservi una casella, anche marrone non importa, a Milano coi polmoni in mano. Che l'esclusione dal monopolio di carta sia un sinistro presagio per la Moratti?

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