ACI Cosa Nostra




*by Bernister*

Cinque dimissioni in due mesi a fine 2009. Aci decapitato, commissariamento assicurato. Ottenuto il risultato, Michela Brambilla in veste - succinta - di ministro del Turismo s’è poi immediatamente premurata di nominare commissario straordinario Massimiliano Ermolli, 38 anni - noto per essere stato fidanzato di Cristina Dal Basso del “Grande Fratello”, accanto alla quale è apparso sulle pagine di “Chi” - e per essere figlio di Bruno, consigliere di famiglia del premier, d’amministrazione di Mediaset, reggente della Banca d'Italia sede di Milano, nonché vicepresidente della Fondazione Scala, presidente di Sinergetica.

Secondo Giovanni Pons, giornalista di Repubblica, Ermolli senior è “il lobbista più potente del nord Italia”. Unitamente al rampollo, la Brambilla ha nominato nel nuovo team dirigente personaggi del calibro professionale di Geronimo La Russa, attivissimo frequentatore dei locali di corso Como e dintorni, e guardacaso figlio del ministro della Difesa, nonché Eros Maggioni, 42 anni, odontotecnico e piccolo imprenditore di Calolziocorte, e incidentalmente fidanzato della ministra stessa.

Nella nuova compagine trovano posto anche i due dimissionari che hanno contribuito a far cadere il consiglio uscente: Michele Nappi candidato presidente e Gian Galeazzo Monarca di professione avvocato. “Dimissioni non motivate” afferma Pier Lorenzo Zanchi, ex presidente del consiglio direttivo: “Poco prima avevo accusato i manager di Sias, la Società incremento automobili e sport che gestisce l’autodromo. Avevo parlato di rischio fallimento, perché l’80 per cento del fatturato è legato alla Formula 1”. Dimissioni provocate per arrivare al commissariamento finale. Piatto ricco mi ci ficco!

L’Automobile Club d’Italia son mica bruscolini. E’ un ente pubblico con una ventina di società collegate, un milione di soci, 3.400 dipendenti. Il suo ufficio milanese gestisce, tra l’altro, il Gran Premio di Monza (valore: 50 milioni di euro= e un patrimonio di palazzi, terreni e aree (valore: 70 milioni). Ufficialmente le nuove elezioni si terranno il 22 luglio, ma così è se vi pare. Perché l’altra lista in gara "Per la trasparenza” non è stata ammessa dallo stesso commissario Ermolli per vizi di forma; decisione che ha provocato un ricorso al Tar, con la motivazione che “ci sono stati comportamenti e decisioni che potrebbero far ravvisare ipotesi di reato. La procura esaminerà se vi sono gli estremi per l'azione penale. Noi sentiamo l'Aci come un’istituzione da difendere. Vogliamo evitare che arrivi chi la spogli del suo patrimonio” ha detto Iacopo Bini Smaghi, uno dei candidati esclusi, anche lui parente di, ma del resto il nepotismo in Italia è comune a tutti gli schieramenti.

I ricorrenti contestano innanzitutto il doppio ruolo di commissario straordinario e candidato di Massimiliano Ermolli: “Posizione incompatibile con il ruolo di garante delle elezioni” dicono, sottolineando i rapporti contrattuali di natura commerciale che Sinergetica - società di cui oltre che figlio del presidente è pure consigliere, ha in corso con l’Aci dal 2008.

Ermolli junior si difende: “Non esiste nessun conflitto d'interesse” afferma: “Lavoriamo da quindici anni con Aci Italia, non con Aci Milano”. E per quanto riguarda le altre nomine non ha dubbi: “Si tratta di persone legate agli interessi del territorio”. Il ricorso definisce inoltre “nebulosa” la candidatura di Eros Maggioni - compagno del ministro Brambilla - il quale, secondo gli esclusi: “Si associa alla sezione milanese dell'Aci solo 48 ore prima dell’indizione delle elezioni, anche se risiede a Lecco”. Oltre a ciò, la magistratura dovrà verificare l’accusa secondo la quale ci sarebbero stati anomali acquisti di tessere per garantire l’elezione a candidati fidati, prima ancora che restasse in campo una sola lista ammessa a essere votata.

Morale della favola; se sei figlio di, evadi le tasse, hai atteggiamenti mafiosi, affrettati a spedire il tuo curriculum al Popolo di Lui. In barba alle regole, un futuro lucroso e senza rischio d’impresa ti aspetta! Basta non credere alle loro promesse, se no poi si fa la fine degli aquilani...

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