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	<title>MilanoX &#187; Recensioni musicali</title>
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		<title>La musica che gira intorno (a Milano)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 14:32:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Quando si parla dello stato della musica a Milano gli animi si scaldano sempre, tanto distanti sono le visioni di chi vive questo ambiente. A questo giro, a lanciare il sasso nello stagno è stato Francesco Birsa Alessandri, una di quelle facce che si incontrano sotto un palco 7 sere a settimana, che conosce insomma [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/03/578011_556815684342789_122551039_n.jpg"><img class="aligncenter" alt="578011_556815684342789_122551039_n" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/03/578011_556815684342789_122551039_n-575x393.jpg" width="575" height="393" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Quando si parla dello stato della musica a Milano gli animi si scaldano sempre, tanto distanti sono le visioni di chi vive questo ambiente. A questo giro, a lanciare il sasso nello stagno è stato <a href="https://twitter.com/FBirsaNON">Francesco Birsa Alessandri</a>, una di quelle facce che si incontrano sotto un palco 7 sere a settimana, che conosce insomma ciò di cui parla, ma <a href="http://www.vice.com/it/read/musica-milano">il cui articolo (uscito venerdì scorso sulle pagine di Vice)</a> ha sollevato l’ennesimo polverone.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Personalmente mi occupo di musica a Milano da oltre 15 anni come ascoltatore, da quasi 10 come organizzatore/promoter, da 3 anni come “narratore”; credo quindi di avere ormai delle coordinate abbastanza chiare (mai a sufficienza) per descrivere questo rapporto, che da qualsiasi parte lo si guardi resta un rapporto difficile. </span><br />
<span style="color: #000000;">Sgombriamo il campo: non mi interessa rispondere per filo e per segno ad un articolo che parte da un’esagerazione (“la musica è poca e brutta”) ma ha il merito di esporre alcuni nervi scoperti della vicenda (dagli spazi agli organizzatori, dalla repressione al pubblico), come dimostra la vivacità delle reazioni. Un articolo criticato perchè privo di “pars costruens”, come se un articolo di opinione dovesse essere un piano di intenti&#8230; come se in Italia non ci fosse addirittura alla maggioranza in parlamento un partito fatto di sola “pars destruens”, verrebbe da aggiungere.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">La musica a Milano non è poca, e forse non è nemmeno brutta. Sicuramente è nascosta. La vivacità della “scena” milanese è limitata a pochi martiri dell’underground (e a poche elites illuminate di salotti più o meno chiusi), costantemente tenuti sotto terra da un panorama mainstream monocolore, che propaganda all’infinito soltanto l’immagine di se stesso. C’è un sottoterra vivace e c’è una marea che va e viene di grandi eventi, e di mezzo il nulla. Proprio quel “mezzo” che aveva fatto l’età dell’oro della Milano musicale a inizio anni ‘90 e che in fondo inquadrerebbe la città nella sua dimensione, a metà strada tra la metropoli e il provincialismo italiano. Cosa manca soprattutto a Milano oggi? mancano i concerti da 800-1500 persone, e mancano gli spazi dove farli. Negli anni sono chiusi, uno dopo l’altro, il Factory, il Rainbow, il Rolling Stone, il Binario Zero (come i ben più grandi Palalido, Palatrussardi, ecc..); si sono ridotti a pseudo-discoteche l’Alcatraz, i Magazzini Generali, il Tunnel; sono scappati da un intervento culturale la maggioranza dei Centri Sociali. </span><br />
<span style="color: #000000;">E’ naturale che qualcosa resista,  ma non ha altra scelta: o è trascinato sottoterra, o è svenduto alla logica dell’evento. Perchè nella “città della moda e del design” la musica diventa un arredamento degli eventi, a cui non si va per ascoltare qualcosa ma semplicemente per “esserci”, una scelta trasversale da chi l’evento lo organizza a chi vi prende parte. L’interesse in fondo è far salire l’<em>hype</em>: “se ascolto quella cosa vuol dire che comprerò quella lampada e indosserò quelle scarpe”, ed ecco che si torna alla critica dell’evento che tante volte si è levata: eventi perlopiù gratuiti (apparentemente) in cui non vengono venduti prodotti ma stili di vita. Il problema è che il pubblico vi si presta, e il gioco cresce. E con lui crescono i costi, smisuratamente, perchè è vero che il problema degli spazi, sempre meno e sempre meno “disponibili” è anche figlio dei costi. </span><br />
<span style="color: #000000;">Gli affitti esplodono a dismisura e si fa sempre più pressante la necessità di “rientrare nei costi”, innescando un circolo vizioso che fa credere che il rientro economico passi esclusivamente dall’infinita replica di quelle poche proposte che qualche volta han funzionato, finendo per svilire le proposte stesse e portare al fallimento chi le propaganda.</span><br />
<span style="color: #000000;">L’altro elemento evidente nella riduzione degli spazi è stato quello repressivo: diciamo che è dai tempi di Pillitteri che tutte le giunte che si sono succedute hanno fatto un passo avanti nel trasformare la città in un parcheggio silenzioso, senza peraltro incontrare grossa opposizione. L’unico soggetto che ha timidamente alzato la voce è stata Arci (altro “attore” sul cui ruolo un giorno si dovrebbe riflettere), che peraltro lo ha fatto quando è stata toccata nel portafoglio, senza troppi interessi su una visione in prospettiva. Dalla Milano antagonista non si è sentito quasi nulla (tranne rare eccezioni), e non stupisce per un ambiente che pare aver deciso di abdicare dal suo ruolo di “agente culturale”, quantomeno in campo musicale (e ancora una volta, il distinguo riguarda rare eccezioni). Spiace perchè se è banale ma vero dire che alla repressione si risponde con la lotta, altrettanto vero è che alla speculazione immobiliare si risponde con l’occupazione. Gli spazi occupati potrebbero e dovrebbero essere l’elemento in grado di creare un corto-circuito al gonfiarsi dei costi della produzione, e quindi della fruizione, della musica a Milano, ri-attivando una nuova economia che metta al centro il musicista e il suo spettacolo.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il risultato di questa falange “evento/costi/repressione” è stato invece lo spingere la musica fuori città. Già perchè forse si tende troppo a parlare di Milano entro i suoi confini urbani, ma la metropoli è ben più estesa, e là fuori i numeri crescono velocemente. Non c’è più solo il Bloom (che Satana l’abbia in gloria, con 5 Bloom a Milano questo discorso sarebbe finito), ma c’è tutta una nuova vitalità da Segrate alla Brianza e oltre. Con grande scorno di noi ciclisti.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">C’è un aspetto, infine, che emerge in questo dibattito, che evidentemente si ricollega alla “criticità” del pubblico milanese ed al mercato degli eventi che l’ha plasmato: quasi tutti i commenti seguiti al primo articolo nel parlare di musica usano il termine “nightlife”. Come se la scena musicale di una città fosse limitata a qualche dj che si esibisce ad orari antidiluviani, come se la musica si misurasse soltanto sullo svago, che della produzione musicale è probabilmente l’ultimo aspetto (non irrilevante, ma marginale). </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Eppure è da qui che avrebbe senso partire: dai desideri, o meglio, dall’educazione del pubblico. Se anche l’atteggiamento dell’audience “fa cacare” (cit), allora è su questo primo tassello che si pone la vera sfida di un’ipotetica “scena” musicale milanese. Ma come si educa il pubblico? Eh, bella domanda. Lavorando sulla qualità della proposta, in primis, con il coraggio di osare sia con le proposte stesse che economicamente (ma va di pari passo). Lavorando sulla fruibilità: allestire appuntamenti che cerchino il più possibile di valorizzare l’esperienza sia per chi suona che per chi ascolta. E ripartendo anche dalla narrazione, perchè sottrarsi al ricatto dell’evento non può essere solo boicottaggio (ben venga pure quello, meglio ancora un nuovo luddismo) ma significa tornare a dare visibilità all’impegno che già c’è, che è tanto, è lavoro sporco, ma è in grado di contaminare e generare altre esperienze: vivere un appuntamento musicale non perchè è cool, ma perchè è bello.</span></p>
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		<title>Live &amp; Loud (008)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 10:34:44 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/03/60433_444949782250131_1202124980_n.jpg"><img class="aligncenter" alt="60433_444949782250131_1202124980_n" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/03/60433_444949782250131_1202124980_n-575x461.jpg" width="575" height="461" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">La musica <strong>a Milano</strong> non è sempre poca, e nemmeno sempre brutta. Bisogna solo prendere tutti gli ingredienti, metterli in un frullatore, e gustarsi solo la polpa del ricavato, lasciando i liquami residui, meno appaganti e nutrienti, allo sciacquone del cesso. Non è da buttare già questo mercoledì sera, che s&#8217;apre con la sonorizzazione live di &#8220;Giorni di gioventù&#8221; per mano di Alberto Carretero (al Centro San Fedele) e prosegue con il genio di <strong>Elliott Sharp</strong> (figura trasversale all&#8217;intera scena di NY, dalla no-wave al free-jazz) al Biko e la 70esima data milanese dei Mombu al Magnolia. Oppure con la prima delle due serate del collettivo impro-jazz <strong>Bassesfere</strong> (al teatro No&#8217;hma) che bisseranno domani, in una serata in cui il consiglio è però di recarsi al Leoncavallo: sul palco si incontrano la schizofrenia capitolina degli <strong>Hiroshima Rocks Around</strong> e i krauti svizzeri (in salsa avant-drone) dei <strong>Mir</strong>.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Venerdì non ci stanno cazzi, <strong>tutti ad O&#8217; a sostenere e difendere uno degli spazi più preziosi di tutta la città</strong>, la cui sopravvivenza dipende da quante mani verranno messe ai portafogli. Per rendere piacevole il gesto sostenitore, si preannuncia un mese di musiche appaganti, a partire da questa mini-maratona con <strong>Giuseppe Ielasi, Nicola Ratti, Enrico Malatesta</strong>, Jennifer Veillerb e Luciano Maggiore che creeranno un unico concerto di un’ora, con set ridotti sparsi nello spazio. Ne uscirete tramortiti e contenti, ma potrete comunque insistere con l’hard-doom di Aqua Nebula Oscillator e Lord Shani (al Cox18) e il no-pop degli X-Mary (al Bloom, Mezzago), e ancora far tardi con l’acid-house enciclopedica di <strong>A Guy Called Gerald</strong> (al Dude) oppure andare a nanna e ripartire sabato già dal pomeriggio.</span><br />
<span style="color: #000000;">Alle 16 del 16 la “Sala della Balla” (!) del Castello Sforzesco ospiterà l’omaggio del Divertimento Ensemble ai lavori elettronici di Luciano Berio; è il riscaldamento per un sabato con tre facce diversificate: quella rock dei bassi che pompano con i maestri dell’hard-funk <strong>Living Colour</strong>, in data unica al Factory, la faccia allegra del nerd folk anti-hipster dei Comaneci alla Scighera e quella antartica della dub-tech di <strong>Shackleton</strong> (ancora al Dude).</span><br />
<span style="color: #000000;">Sarà difficile a quel punto essere a Palazzo Marino alle 11 di domenica mattina (c’è Giuseppe Albanese che suona Debussy) ma per la serata ce la si può fare, ci si deve spingere all’Atomic Bar dove i Feeling of Love, nonostante l’infelice nome scelto, riportano in vita il paisley-garage dei bei tempi che furono.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E’ già sold-out il concerto del Black Rebel Motorcycle Club di lunedì sera (ai Magazzini Generali), ma francamente non è che ci si perda poi troppo: si può compensare l’indie-folk boscaiolo di Jackeyed (al Gattò), o riposarsi in vista di un martedì mica male, che mette di fronte la brutalità degli Zeus! (all’Agorà di Cusano Milanino) alla psichedelia più o meno hard di <strong>Mik Quantius e Dagora</strong> a Ca’ Blasè.</span><br />
<span style="color: #000000;">Suoni allucinogeni che tornano protagonisti pure mercoledì sera, con il nuovo appuntamento della “Società Psichedelica” allo Spazio Concept che ospita il garage orientaleggiante dei <strong>Sulthan Bathery</strong>. Una serata, quest’ultima, che vede anche un bis del Divertimento Ensemble alle prese con Momi, Dusapin e Gervasoni (all’Auditorium del Sole24ore) e il ritorno dei Giardini di Mirò (all’OCA), oppure una bella trasferta oltre-confine, giacchè a Lugano c’è la divinità chitarristica di <strong>Marc Ribot</strong>. Perchè pure in <strong>Svizzera</strong> la musica non è sempre poca, e nemmeno sempre brutta.</span></p>
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		<title>Live &amp; Loud (007)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Mar 2013 17:03:13 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/03/secretaries_01.jpg"><img alt="secretaries_01" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/03/secretaries_01-575x324.jpg" width="575" height="324" /></a></p>
<p>Cose che avverranno nella settimana entrante: Napolitano consulterà alcuni comici, i cardinali prepareranno il conclave, precarissimi venditori di mimose invaderanno gli angoli delle strade e Peppe Grillo dirà un’altra serie di cazzate. Per prepararsi a tutto ciò, o per fuggirne il più lontano possibile, ci sono poi un bel po’ di musichine, tutte diverse, a scelta.</p>
<p>Stasera, mercoledì 6, è terreno di fricchettoni di ogni tipo: tra la psichedelia degli Eternal Zio (allo Spazio Concept), il kraut-prog capellone dei Sycamore Age (al TNT) e freak of nature Quasiviri (al Magnolia, Segrate).<br />
Maledetti hippies che verranno spazzolati il giorno dopo, giovedì, dal metallo urlante degli Psychofagist (al Lo-Fi) e spinti nei paesaggi ipnotici proto-techno di Von Tesla e Mud Wise della nuova rassegna “Altrove”, figlia di “meta:Detroit” all’esordio al Q21. Di mezzo ci sono pure le atmosfere lo-fi folk-mediorientali di Gianni Giubilena Rosacroce (al Gabbianacci) e lo strano incontro l’hard-rock cannibale degli Edible Woman e il synth-pop rugginoso di Camilla Sparksss (al Leoncavallo).</p>
<p>Un uno-due impegnativo che introduce ad un venerdì da scelte obbligate. La rassegna TRoK! abbatte i fiorai dell’otto marzo con un bouquet di rumori delle donne del rock’n’roll, tra le esplorazioni sonore delle berlinesi Secretaries, l&#8217;art-punk delle Amavo e la balena noise Miranda. La Scighera festeggia la Fabbrica dei Botti, impro-sextet tra blues e jazz con -tra gli altri- E.Marraffa, Z.De Rossi e P.Botti. Mentre al Dal Verme l’ex musa Jane Birkin interpreta la musica del suo maestro Gainsbourg e all’Agorà (Cusano Milanino) arrivano i Saroos, progetto electropop sci-fi nato in parallelo a Lali Puna e Notwist.<br />
E’ più tranquillo il sabato, con il prog-metal psichedelico dei Tongs (a Macao) che fa da contraltare alla riapertura della Buka che ospita la dubstep cervellotica dei Demdike e la techno di Substance, berlinese doc e dop.</p>
<p>Non fate troppo tardi, comunque, perchè se “Aperitivo in Concerto” è finito resta comunque molto altro per i risvegli domenicali: a questo giro il consiglio cade sui due pianoforti di Vakhtang Kodanashvili ed Edisher Savitski che suonano Rachmaninoff alla Scala (ore 11); ben prima di una serata da indie-proud con i bisnonni del genere Yo La Tengo al Limelight.</p>
<p>Denso e veloce è pure l’inizio settimana, almeno rispetto alle abitudini. Lunedì alla Salumeria della Musica arriva il soul-funk grezzo e ruvido di Cody ChesnuTT, mentre il Lo-Fi si conferma roccaforte del cuoio nero, tra doom e post-metal con i teutonici Long Distance Calling e gli islandesi Sòlstafir &amp; Salis. Manca l’appuntamento abituale con il pre-serale del Gattò ma solo perchè rinviato al giorno dopo, martedì 12, con la sperimentazione elettronica di Alberto Boccardi che si fa in quattro per l’incontro con Matteo Bennici, Luca Rampinini e la cantante Adele H.</p>
<p>Poi si riuniscono la camera, il senato e il conclave.</p>
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		<title>Live &amp; Loud (004)</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2013 13:45:21 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Nella settimana di Sanremo e di San Valentino, tra Carnevale e il compleanno di Bugno, le dimissioni di Ratzinger e l’anniversario della scomparsa di Pantani&#8230; poteva registrarsi una calma piatta solo sul fronte sonoro? Ovviamente no, anzi, a questo giro la selezione sarà abbondante, e Sanremo toccherà vederlo su youtube la prossima settimana. Si parte [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/02/zus.jpg"><img class="aligncenter" alt="zus" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/02/zus-575x383.jpg" width="575" height="383" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Nella settimana di <a href="http://remosantosubito.tumblr.com/">Sanremo</a> e di San Valentino, tra Carnevale e il compleanno di Bugno, le dimissioni di Ratzinger e l’anniversario della scomparsa di Pantani&#8230; poteva registrarsi una calma piatta solo sul fronte sonoro? Ovviamente no, anzi, a questo giro la selezione sarà abbondante, e Sanremo toccherà vederlo su youtube la prossima settimana.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Si parte domani con l’appuntamento di <a href="http://www.trok.it/">daunTRoK!</a> al Leoncavallo, che verrà illuminato a giorno dalle saette rumoriste scagliate dal potente Zeus! (“per accoppare quel neomelodico di Cupido&#8230;”), con la quiete prima della tempesta che echeggerà dei mille colori della psichedelia di Eternal Zio.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Venerdì s’apre il weekend con il lungo ritorno dei Dinosaur Jr: i santi patroni dei parrucchieri, degli wah-wah e degli amplificatori sfondati sfonderanno i timpani del pubblico del Bloom, dove il tutto esaurito -ahinoi- si è già registrato da giorni. Non è grave, c’è sempre un piano B ed è al Birrificio La Cruda, che ospita la micro-elettronica rumorista del polacco Piotr Kurek e le sperimentazioni elettro-acustiche di Nicola Ratti.</span><br />
<span style="color: #000000;">Poi arriva canrevale, che a Milano ormai da anni si pronuncia CarneMvale: la festa/festival degli OppostiConcordi a questo giro si sposta in giro per via Tortona, si spalma su due serate con tante cose tra il disprezzabile e il dimenticabile, ma con in mezzo la gustosa joint-venture con Alterazioni Sonore, che sabato 16 porta il suo carico industriale allo Spazio Concept. Punta di diamante il live-set dell’orrorifico Imminent, con lui un bastimento di altri molestatori sonori, tra cui Jose Macabra, AQL, Hyena666 che si estenderanno pure all’adiacente sala dark-ambient a cura del <a href="http://brownbloc.tumblr.com/">Brown Bloc</a>. Se tutto ciò vi sembra eccessivo, non c’è problema, resta pure sempre l’abbuffata crust-HC del Ligera (con Campus Sterminii, Caino, Holy, Scena e Left in Ruins) o il jet-punk del Blob di Arcore (con Fags, Ponches e Porna &amp; the Kokots). O la scelta migliore, andare a Torino e godersi il guitar-god Marc Ribot con il suo progetto Ceramic Dog (al Folk Club).</span></p>
<p><span style="color: #000000;">E alla fine come si farà ad alzarsi domenica mattina? Bel mistero. Chi ce la fa è fortunato, perchè l’Aperitivo in Concerto del Manzoni è con il Taylor Ho Bynum Ensemble che rende omaggio al genio di Prince. Gli altri si tengano per la serata e per post-noise dei nipponici Mono al Bloom (Mezzago)&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Infine, passato un lunedì di riposo, si arriva ad un martedì sorprendentemente frizzante, tra i Sigur Ros al Forum (Assago) e la nuova star dell’hip-hop Kendrick Lamar ai Magazzini Generali. Preludio di una nuova settimana che offrirà diverse alternative, tutte più valide ed interessanti, all’andare a votare.</span></p>
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		<title>Live &amp; Loud (003)</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 09:20:00 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/02/62789_flower_bug_lg.jpg"><img class="alignleft  wp-image-61727" style="margin: 1px 4px;" alt="62789_flower_bug_lg" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/02/62789_flower_bug_lg-575x480.jpg" width="577" height="481" /></a>A prima vista, sembrava che questa settimana non ci fosse un cazzo. Poi uno va a leggere meglio, e scopre che la situazione non è così drammatica, i morti viventi possiamo lasciarli sottoterra ancora un po’. Al massimo emergeranno dall’Idroscalo con l’electro-billy degli Zombie Zombie, stasera al Magnolia, o verranno scacciati dal Blue Rose Saloon, dove arriva lo sconvoltissimo death metal dei Cannabis Corpse.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Giovedì invece si alza il sipario sulla stagione dell’OCA con il folksinger Steve Wynn, che viaggia per il mondo con la sua chitarra da più di 30 anni, invecchiando meglio di un vino pregiato. E’ una serata abbondante, comunque, perchè di può tornare al Magnolia per Sal Mineo, ovvero l’incontro tra gli Xiu Xiu e Eugene Robinson degli Oxbow, o puntare sul Lo-Fi e sul noise-rock davvero a bassa fedeltà dei Telescopes.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Venerdì sera gli esploratori di Daepth carenano la loro nave allo spazio O’ dove va in scena lo showcase della Pan Records con Helm, Lee Gamble e Bill Kouligas, dopodichè si naviga fino in Africa, traslata al Biko con l’afro-funk degli anglo-ghanesi Yaaba Funk.</span><br />
<span style="color: #000000;">Il pezzo da novanta del weekend, però, arriva sabato sotto il tetto del Leoncavallo, dove Mere.Dith ospita il genio rumorista Kevin Martin (già con God e Techno Animal) col suo progetto techno oltranzista The Bug. La alternative da braccia al cielo nella serata sono con il garage-punk neozelandese dei Datsuns al Bloom e il piano modern jazz di Jon Balke all’Auditorium Brera di Novara. E poi c’è una piccola invasione da Roma Est&#8230; che inizia con Rainbow Island (band-name del decennio) e Nastrofisica al Metissage e proseguirà la sera successiva, alla Ciclofficina Unza!, con Wow, Eva Won e Calcutta. Prima di questi ultimi, come d’abitudine, ci sarà il risveglio forzato domenicale: alle secchiate d’acqua gelida di Aperitivo in Concerto (a questo giro al Manzoni c’è Dee Alexander) da qualche settimana si accompagnano anche quelle della musica contemporanea del Divertimento Ensemble, che torna ad omaggiare le “Sequenze” di Berio al Museo del ‘900. Entrambi alle ore undici, mannaggia a loro. </span></p>
<p><span style="color: #000000;">Chiusura cinematografica, ad introdurre la settimana che verrà, è la proiezione acusmatica di “2001 odissea nello spazio”, lunedì 11 all’Auditorium S.Fedele, in un viaggione cosmico per occhi, orecchie e sinapsi.</span></p>
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		<title>Live &amp; Loud (002)</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2013 11:09:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/live-loud-002/bill-laswell-3-febbr-photo-by-toshiya-suzuki/" rel="attachment wp-att-61280"><img title="BILL LASWELL 3 febbr.Photo by Toshiya Suzuki." src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/01/BILL-LASWELL-3-febbr.Photo-by-Toshiya-Suzuki.-563x575.jpg" alt="" width="563" height="575" /></a></p>
<p>Facciamola corta, facciamola breve. Ma intensa. Si arriva di corsa a domenica, poi si dorme.<br />
Stasera si parte alle 18, al Museo del Novecento, con il nuovo omaggio alle “sequenze” di Berio del Divertimento Ensemble. Fine. Kebab. Poi al Magnolia a farsi erodere carne e cuore dai tarli blues dei Bachi da Pietra, arditamente abbinati agli scorpioni saltellanti del deserto di Al Doum &amp; the Faryds.</p>
<p>Giovedì si inaugurano le quattro serate di Franco Battiato al Conservatorio: il maestro catanese porta a Milano il pop lirico di “Apriti Sesamo”, un disco che ci riconsegna un Battiato che non santivamo da un po’, acido e incazzato, come se non fosse una sorta di assessore regionale&#8230;<br />
Saltando l’ennesimo ritorno della Gang, venerdì a Casa Loca, si approda ad un sabato dove ce n’è davvero per tutti i gusti. Nel verso senso della parola, quello del palato, al Leoncavallo, dove la serata daunTRoK! è aperta dalla cena di “La Terra Trema”, la cui digestione sarà a cura del jazz non convenzionale dei Neo e dell&#8217;impro scarnificata di Newtone2060 Maikkoless, ovvero la versione newtoniana in duo in equilibrio tra vinili che girano e percussioni che battono. Oltre i confini della città si incontrano il metal-core di Birds in Row e Hierophant allo SGA (Arese) o una serata a due facce in quel di Monza: prima al Teatro Villoresi con una rilettura dello “Stabat Mater” a cavallo tra cool jazz e contemporanea ad opera del Lichtblick Trio di Markus Stockhausen, poi al Boccaccio nell’oscurità del synth-punk di Black Bug, Cane! e Words and Actions.</p>
<p>Arriva di domenica, però, la portata principale; e come d’abitudine arriva con le prime luci dell’alba, alle 11, quando si apre il sipario del Teatro Manzoni per il consueto “Aperitivo in Concerto”. Sul palco saliranno il genio a 360° di Bill Laswell (bassista, compositore, produttore e mille altri impieghi), le dita fatate del tastierista Bernie Worrell e il coraggio avanguardista di DJ Krush, per un viaggio dall’afro-funk al trip-hop che non deluderà. Per poi tornare in un’altra Africa, quella del blues più grezzo, con un’ammucchiata di one-man-bands in serata al Magnolia: Honkeyfinger, Dirty Trainload, Giovanni Truppi. Tre per tre.</p>
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		<title>Live &amp; Loud (001) &#8211; la settimana dal vivo di Cauz</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2013 11:43:17 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/live-loud-001/wallacefest_s-2/" rel="attachment wp-att-60936"><img title="WallaceFest_s" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/01/WallaceFest_s1.jpg" alt="" width="575" height="400" /></a></p>
<p><span style="color: #000000;">Questa rubrica cambia nome, si inchioda al mercoledì come giorno di emissione, e si riduce un po’ all’osso. Un po’ perchè poi cambia a seconda delle dimensioni dell’osso, che nella programmazione musicale mitte-lombarda varia con facilità dalle gracili alette di tacchino ai rari casi in cui ci si trova a rosicchiare la tibia di un T-Rex. Con buona pace dei vegetariani, in questi giorni siamo nel secondo caso.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Domani sera ad O’ arriva Robert Hampson con i suoi 20 anni di ricerca tra l’art-rock e le avanguardie tutte; è richiesta la prenotazione, e pure parecchia attenzione. Alla fine ci si sposta al Magnolia per i chitarroni psichedelici della Piramide di Sangue, o allo Spazio Concept che è diventato la nuova sede per i rendez-vous infrasettimanali con la techno di Meta:Detroit.</span><br />
<span style="color: #000000;">La sera dopo arriva Claudio Rocchetti, al Birrificio La Cruda, a fogliare pagine e nastri di “The Fall of Chrome”, uscita concettuale sull’uso dei nastri nella musica sperimentale, composta da 98 pagine + 1 cassetta di durata variabile. Nel mentre sul palco del Lo-Fi vanno in scena i krauti dark dell’illeggibile [Kaiser(Schnitt)Amboss/Laszlo], accompagnata da Colonel XS e Hazardous Waste; tutt’altra atmosfera rispetto a quella che si respirerà al Biko grazie al synth-pop grammaticalmente formale di Le Rose e Le Macchine.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Il piatto forte della settimana, comunque, viene servito di sabato sera in quel di Segrate, quando il Baraonda festeggerà gli anni che passano per la Wallace Records, etichetta-kamikaze che tanti germogli ha fatto sbocciare nell’underground milanese; per l’occasione salgono sul palco Makhno, X.Iriondo &amp; G.Mimmo, I Camillas, Taras Bul’ba, X-Mary e Quasiviri, mentre giù dal palco si distribuiscono dischi e si bevono birre a fiumi. Se il programma non dovesse sembrare interessante, be’, le alternative non mancano: c’è il punk d’annata dei Vibrators (al Lo-Fi), lo shoegaze degli Amusement Park on Fire (al Ligera) e il metal-core di Ornaments e Grime (al Cox18). E poi la techno di Lory D al Dude Club&#8230; e il Chicago Underground Duo (con R.Mazurek e C.Taylor) al Conservatorio Cantelli di Novara&#8230;</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Tanta roba, forse troppa, considerando che la domenica comincia alle 11 del mattino con  Harun Ghosh Horn al Manzoni. Dopo il tramonto invece si va al cinema, che è l’ultima serata utile (si inizia mercoledì 23) per vedere &#8220;Fukushame: The Lost Japan&#8221;, documentario sul dramma sismico-nucleare messo in musica da Otolab.</span><br />
<span style="color: #000000;">Poi ci si mette comodi, che la settimana residua è dedicata alla musica d’autore della rassegna “Sounds &amp; Comfort” al Teatro Martinitt: lunedì con Matt Elliott, martedì con Alessandro Grazian e Umberto Maria Giardini, mercoledì con Dimartino e Thony&#8230; ma mercoledì 30 sarà già una serata di alt(r)i volumi.</span></p>
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		<title>Salto Triplo &#8211; i concerti da vedere secondo Cauz</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 13:00:01 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/salto-triplo/triple-jump_1/" rel="attachment wp-att-60508"><img class="aligncenter size-medium wp-image-60508" title="Triple-Jump_1" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/01/Triple-Jump_1-575x438.jpg" alt="" width="575" height="438" /></a></p>
<p>Pian pianino. Passettin passettino. Can caminin, che le vacanze son finite e si riapre l’annata musicale milanese con una rincorsa dalla partenza lenta lenta lenta che pare una gara di salto triplo.<br />
Il primo passo lo compie, questa sera, il folle chitarrista israeliano Yonatan Gat “Cave”, che presenta il suo progetto solista al Lo-Fi, dove pare aver abbandonato il caos alcoolico dei Monotonix per passare a sonorità acustiche e video-arte. Insomma, è invecchiato.</p>
<p>Venerdì si saltella sulla techno rosso-sangue di Redshape al Dude Club o si banchetta tra cannibali nello stesso sangue che scorre a fiumi tra le atmosfere dark di Cemetary Girls e Oltretomba, al Theatre di Rozzano, o sotto le mazzate sataniche di Ovo e Great Saunites, al Clam di Lodi.<br />
Ad immergersi in tutto ciò si accede ad un modo oscuro, sui fondali senza luce dove echeggiano i droni noise del duo nipponico Jiku55, di scena sabato al Leoncavallo insieme agli industrial-heroes nostrani Scum From The Sun. Le alternative della serata sono l’assordante appuntamento sludge-stoner con Lento e Last Minute to Jaffna al Cox18 o il grind-core di Hate Seconds e Falla nella Tomba al Blob di Arcore.</p>
<p>Passata una domenica di riposo, il lunedì è per atmosfere più riflessive, con l’impro elettroacustica degli Opjk_3 allo Spazio Luce, e l’acusmonium del San Fedele che si ri-accende per la proiezione di “Nostalghia” di Tarkovskij. Martedì 15 i più danarosi potranno dedicarsi al maestro del jazz-funk Roy Ayers, anche se l’impressione è che se la godranno di più gli squattrinati che si spingeranno fino a Ca’ Blasè (Varedo) per le dissonanze acustiche di Dora Bleu e il misterioso Valla.</p>
<p>L’ultimo slancio serve ad approdare ad un giovedì ricco di possibilità, con lo strano incontro tra ?Alos e Xabier Iriondo, che ad O’ presentano il loro album tributo ad Artaud, mentre al Magnolia (Segrate) arriva la techno colorata dei Plaid, una coperta ritmica sotto cui si nascondo paesaggi di tutte le latitudini del suono elettronico. Mentre al Blue Rose Saloon (Bresso) le leggende dello psychobilly Demented Are Go schiacceranno “play &gt;” sul tasto del pogo che agiterà pure la sera successiva, in un venerdì a chitarre spianate tra l’apertura delle “Night of the speed demons” all’Honky Tonky di Seregno (maratona hc con Atrox, Blue Vomit, Crash Box e Warfare) e il punk benefit No Tav al Boccaccio di Monza (con Milk Them, Alanjemaal, Festinger e Sindome della Morte Improvvisa).</p>
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		<title>Last train</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 10:39:02 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ecco, siamo arrivati alla fine dell’anno, anche questa volta. E’ stata breve e nemmeno troppo intensa. Ora andate pure tutti a Cortina, a Courmayeur, a Santa Margherita. Lasciateci qua a guardare questa neve grigia, dalla finestra, perchè fuori di casa nulla accade. Milano chiude per ferie, di nuovo. Ci si rivede dopo l’epifania, forse. Nell’attesa [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/?attachment_id=59989" rel="attachment wp-att-59989"><img class="size-medium wp-image-59989 aligncenter" title="Treno nella neve" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2012/12/Treno-nella-neve-575x431.jpg" alt="" width="575" height="431" /></a></p>
<p>Ecco, siamo arrivati alla fine dell’anno, anche questa volta. E’ stata breve e nemmeno troppo intensa. Ora andate pure tutti a Cortina, a Courmayeur, a Santa Margherita. Lasciateci qua a guardare questa neve grigia, dalla finestra, perchè fuori di casa nulla accade. Milano chiude per ferie, di nuovo. Ci si rivede dopo l’epifania, forse.<br />
Nell’attesa che passi l’apocalisse e che tutto ricominci, godiamoci quel che resta, a partire da questo weekend pre-natalizio che di opzioni ne offre in abbondanza. Oggi la fatal nottata vede l’ultimo appuntamento dell’anno con <strong>TRoK!</strong> alla Cascina Torchiera, sul palco il trio math-noise <strong>Topsy the Great</strong> e l’abbinata groove-punk di Pecora e Titor. Quel groove che anima da sempre anche i viaggi interstellari dei <strong>Quasiviri</strong>, di scena allo Spazio Concept, mentre a Macao si sta nei dintorni del jazz con il solo-live di <strong>Cristiano Calcagnile</strong>. Sabato 22 c’è tanto punk, che inizia sin dal primo pomeriggio con il <strong>Mobfest</strong> del Baraonda (Segrate), che ospiterà Raw Power, Agatha, Ruggine, Logica di Morte e tantissimi altri, e poi va avanti in serata al Lo-Fi con Verme, Havah e Do Nascimiento. In alternativa c’è la new wave della vecchia Brianza, con le canzoni di<strong> Second H.Sam</strong> a Ca’ Blasè (Varedo, in orario vespertino) e il nuovo progetto di <strong>Fabio Magistrali</strong> (H)old (F)art (R)evolution al Blob (Arcore). Quale che sia la scelta, l’importante è che sia preceduta dalla partecipazione a <strong>FreeXpression</strong> (Cairoli, ore 14.30), <a href="http://www.milanox.eu/eventi/freexpression-in-piazzale-cairoli/">parata per la libera espressione contro la repressione, nata dopo lo sgombero del rave di Cusago</a> e destinata ad attraversare la follia natalizia della Milano di Savina-Boeri-Pisapia&#8230;</p>
<p>Poi arrivano le tavolate di Natale, e per sopprimere l’insopportabile vociare di zie sconosciute non c’è niente di meglio che assordarsi con i <strong>Jealousy Party</strong>, lunedì 24 al Telos, e farsi poi stappare le orecchie dai medesimi eroi ma in versione dj-set, ovvero i Sistemi Audiofonici Burp che, insieme ad Otolab, animeranno una delle sale della Torchiera nella serata del 25. Dopo inizia il deserto, che si interrompe giusto venerdì 28 quando i <strong>Diaframma</strong> arriveranno al Tambourine (Seregno) e i Jennifer Gentle al Bloom (Mezzago). In attesa di una notte del 31 che chiuderà l’anno nel modo migliore, con la follia garage-rock dei <strong>Fuzztones</strong> al Lo-Fi. Appuntamento di lusso per chi resta a Milano, con la storia del rock e pure con l’ultima occasione di sentire qualcosa di buono prima di una settimana di pausa invernale.</p>
<p>E con la fine dell’anno, giunge anche il momento poco atteso di un personale consuntivo. Dei 142 concerti visti (finora) nel 2012 c&#8217;è poco che vada oltre la sfera dell&#8217;eccellenza, però sono ben 38 le sufficienze piene. E può darsi che un paio ancora se ne aggiungano. Ad ogni modo, questo e&#8217; la mia personalissima top ten:</p>
<p>01 Micheal Gira  - locanda atlantide, roma, 29 aprile<br />
02 a.P.A.t.T. / Secret Chiefs 3  -  daunTRoK! leoncavallo, milano, 15 novembre<br />
03 merzbow  -  spazio concept, milano, 10 aprile<br />
04 Drekka  -  ca&#8217; blase&#8217;, varedo, 06 gennaio<br />
05 Kodò  -  teatro dal verme, milano, 06 marzo<br />
06 Trophies (Alessandro Bosetti, Kenta Nagai, Tony Buck)  -  palazzo trivulzio, melzo, 31 gennaio<br />
07 Archie Shepp &amp; Dar Gnawa of Tanger  -  teatro manzoni, milano, 28 ottobre<br />
08 Meshuggah  -  alcatraz, milano, 05 dicembre<br />
09 A.Boccardi + M.Bennici + N.Ratti + A.Novellino + Coro “Antonio Lamotta”  -  invisible show ex oratorio san lupo, bergamo, 17 novembre<br />
10 Otto von Schirach  -  arci bitte, segrate, 30 novembre</p>
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		<title>Maremma mayala</title>
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		<pubDate>Thu, 13 Dec 2012 17:32:02 +0000</pubDate>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.milanox.eu/maremma-mayala/deathinjunedeathinjunedij03/" rel="attachment wp-att-59663"><img class=" wp-image-59663 aligncenter" title="Death+in+June+DeathinJuneDij03" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2012/12/Death+in+June+DeathinJuneDij03.jpg" alt="" width="575" height="460" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Il senso originario del termine greco “<strong>apocalisse</strong>” designa l’azione del “togliere ciò che copre o nasconde”, ed indica quindi un disvelamento, qualcosa di ben diverso dallo splatter da fine dei tempi tramandatoci dalla tradizione biblica. La settimana che separa i mayali superstiziosi dalla fine del mondo andrà dunque dedicata alla scoperta di qualcosa di sotterraneo e nascosto. Per noi comuni mortali, invece, destinati ad essere sgozzati sulla cima di qualche piramide a gradoni, resta un’altra settimana di fottuto rock’n’roll, ma la si prenda comunque per buona andare in esplorazione. Se c’è una band, poi, che meglio di chiunque altra può mettere in musica questa fine dei tempi, be’, quelli sono sicuramente i <strong>Death in June</strong>, con il loro neo-folk industriale, tra il pagano e il nazista, che questa sera suonerà al Theatre di Rozzano; ma pure i Terminal Gods potrebbero dire la loro, e lo faranno al Ligera in una serata gothic punk in compagnia degli Horror Vacui. Di mezzo tra tutto ciò ci sta pure il math-rock globale di Peter Kernel e Verbal al Leoncavallo, l’angolo degli ottimisti.</p>
<p>Il weekend si apre da O’ con lo screening del compositore/musicologo/storico/filosofo/regista/supercazzolo <strong>Hartmut Geerken</strong> musicato dalla psichedelia acustica del Jooklo Duo; segue un ritorno nella cantina del Ligera per farsi tagliare le ossa dalla poesia di Faust’o Rossi o una radiografia completa ad opera del trio free-tutto <strong>Newtone2060</strong> al laboratorio n8. Poi sabato si va ad indagare la fine dei tempi alla Buka, spazio abbandonato da un regno ormai collassato come l’industria discografica e riempito per l’occasione dal primitivismo di Niños du Brasil e Primitive Art e dalla dark-step di <strong>Andy Stott</strong>. Ma se l’estremo sud-est è troppo lontano per una notte di neve ci si può fermare allo Spazio Concept, dove la crew di Painstream dà musica prima allo spettacolo di danza “Se la pioggia mi nutre” (di Paola Pizzingrilli) con <strong>a034 e Nachtwandler</strong> e poi direttamente al dancefloor con i suoi mutanti. Per gli allergici al silicio le alternative si suddividono tra la psycho-blues-one-man-band Lewis Floyd Henry al Biko e l’afro free rock di Al Doum &amp; the Faryds, che all’ex Palazzo del Ghiaccio apriranno per la National Fanfare of Kaldebostany.<br />
L’Aperitivo in Concerto domenicale è con il <strong>Black Earth Ensemble</strong> di Nicole Mitchell, una super-formazione con Hamid Drake alla batteria e Ballakè Sissoko alla kora per un viaggio dall’africa preistorica al breve futuro dell’umanità. La giornata non ha null’altro in programma e pure il lunedì è scarno, se si eccettua il garage rock a caro prezzo dei Dirty Mondays al Santa Tecla.</p>
<p>Molto più ricco è il piatto di martedì 19, che l’apocalisse la declina in più visioni: c’è quella di ricerca, al San Fedele, con l’installazione a tema di <strong>Jannis Kounellis</strong>, il dibattito e il concerto acusmatico dedicato a Messiaen e Harvey. C’è quella brutale, tra stoner e metal-core, di <strong>Converge</strong> e A Storm of Light al Factory. E c’è quella in festa, agli East End Studios, dove Vice ha invitato il rapper ciccione Action Bronson e il dj transculturale belga Débruit.<br />
La chiusura di giovedì 20 invece è delicata con la post-dance di Le Rose e Frau Kraushaar allo Spazio Concept&#8230; o delicata per niente, con la calata dei barbari di Kubla Khan al Bloom (Mezzago) dove Gordo, Garaliya, There Will be Blood e Pablito el Drito riporteranno l’era moderna al cannibalismo. Maremma mayala.</p>
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