per la fine dell’anno si va in trasferta.
meraviglia e scompiglio, comincio a capire che e’ questa la regola.
spostarsi con il nano significa partire per una grande avventura fatta di bellezza e imprevisti, risate e paranoia.
goduria e sofferenza, eccitazione e panico.
partire e’ un postporno sadomaso.
scena uno, interno giorno.
casa di zia, semidea del nano olimpo, signora della trasgressione e regina della complicita’
tocca lavarsi
mamma, non mi piace questo gioco, voglio zia
zia e’ al telefono, tu entra nella vasca che sei zozzo

il nano si agita schizzando acqua dappertutto mentre cerco di insaponarlo.
collo, braccia, pancia, schiena, culetto, pisello, aaarrrggghhh!
faccio un salto indietro e sbatto contro la lavatrice.
nano mi guarda come se fossi un’aliena, io lo guardo come se fosse un mutante.
mi avvicino alla vasca, guardo meglio. deglutisco.
infilo un sorriso, sfilo nano dall’acqua, lo avvolgo nella spugna e lo stendo sul letto.
scena due, nebbia
zia, abbiamo un problema.
che cosa e’ quella roba?
non ne ho idea.
chiamo mia sorella che ha un bambino pure lei
modello 46xy.
lo sapevo che di quella y non c’era da fidarsi, che prima o poi avrebbe fatto casino.
l’unico corpo che conosco meglio del mio, all’improvviso e’ diventato estraneo e non mi piace.
forse aveva ragione lui, non dovevo fargli il bagno.
ho bisogno di un dottore.

scena tre, esterno sera
la nazi pediatra non e’ cattiva, e’ che la disegnano cosi’.
piccola e un po’ curva, ha l’accento tedesco e i modi bruschi di una che di mestiere risolve i problemi.
anche per telefono.
zignora, zu, non defe ezzere kozi’ apprenziva
non devo?
il pampino zi lamenta?
no
allora bazta che gli zpalmi dell’unguento alla kalentula cozi’ zi dizinfiamma. e puon anno!
buon anno anche a lei.
schizzo in giro per farmacie alla ricerca dell’unguento miracoloso. lo trovo al quinto tentativo.
il dottore dietro il bancone e’ un modello 46xy : il primo maschio adulto che incontro in tutta la giornata.
gli affido la mia angoscia mentre cerco di convincermi che un parere di genere e’ proprio quello che mi serve.
il dottore ride.
voi mamas italianas siete tropo aprensivas
lei dice, dottore?
ma certo, senora, noi en el sudamerica lo haciemos siempre, gia’ quando los ninos sono piccolissimi!
anche noi facciamo sempre il bagno pero’ non era mai successa una cosa simile
no se preocupe, senora, es todo normal. si no sucede es muy malo poi quando cresce
adesso so che qualcosa e’ successo. e non sono per niente tranquilla.
sono una mama italiana e sono in para-dura.
scena quattro, epilogo
immergo il nano nell’unguento, cercando delicatezza tra un battito da cardiopatica e un tremore da cocainomane.
lui mi guarda unto e un po’ sospettoso.
zia e’ come sempre al telefono:
con chi parli?
un amico, studia pediatria, sta controllando sui libri
gli studenti salveranno il mondo: dopo dodici ore di paranoia e una telefonata riusciamo a dare un nome ai nostri dubbi.
wikipedia fa il resto.
scendiamo le scale volando, la macchina sgomma sulle strade deserte di fine anno e ci sputa nel pronto soccorso: il locale piu’ affollato della citta’.
e’ qui il vero capodanno alternativo. tra poco brinderemo tutti alla sfiga.
l’infermiere esce dal vetro, esamina il nano.
c-o-d-i-c-e-g-i-a-l-l-o
mi si allarga la pupilla e mi si asciuga la saliva.
sono una mama italiana e sono in para-durissima, fanculo all’internazionale pediatrica.
entriamo in una stanza di piastrelle bianche dove ci aspetta la dottora con i guanti di lattice.
il nano dorme.
lo stendo sul lettino e faccio per svegliarlo ma dalla sua gola esce un urlo di bestia ferita che mi taglia i tendini e mi scoppia nel torace.
per un attimo si ferma tutto, non vedo, non sento, non so dove sono.
forse non sono neanche io.
quando mi ripiglio alzo la testa: il modello 46xy e’ in ottima forma, corpo perfetto, dito in bocca e sguardo incazzato.
forse era solo un sogno.
la dottora si sfila i guanti con uno schiocco:
come e’ successo signora?
facendo il bagno, lo stavo lavando e boh, e’ successo qualcosa
non lo faccia piu’
le prometto che non ci laveremo mai piu’
esco dal pronto soccorso con un lieto finale e il nano in braccio.
ho capito linea di condotta per il 2k13, me l’ha detto anche la dottora:
stay punky, stay beastie
