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	<title>MilanoX &#187; smogville</title>
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	<description>cultura underground eventi alternativi cronaca politica movimenti transnazionali</description>
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		<title>Gli Sciacalli sugli Assassinati di Niguarda</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 05:26:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Luciano Muhlbauer “Assassini neri” sparato in prima pagina, la richiesta di pattugliare le strade con l’esercito e le ronde, l’accusa di istigazione a delinquere rivolta a chi propone lo ius soli, presidi, insulti e persino banchetti in tempo reale sul luogo del delitto. Questo è il bilancio provvisorio dell’escalation politica innescata a Milano dalle [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/matteo_salvini1.jpg"><img src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/matteo_salvini1.jpg" alt="matteo_salvini1" width="478" height="269" class="alignnone size-full wp-image-65150" /></a></p>
<p><strong>di Luciano Muhlbauer</strong></p>
<p>“Assassini neri” sparato in prima pagina, la richiesta di pattugliare le strade con l’esercito e le ronde, l’accusa di istigazione a delinquere rivolta a chi propone lo ius soli, presidi, insulti e persino banchetti in tempo reale sul luogo del delitto. Questo è il bilancio provvisorio dell’escalation politica innescata a Milano dalle destre di ogni risma dopo il triplice omicidio di <strong>Alessandro Carolè</strong>,<strong> Daniele Carella</strong> e <strong>Ermanno Masini</strong> per mano del ghanese Mada Kabobo.</p>
<p>Nulla di nuovo, direte. E non sono nuovi nemmeno i protagonisti di queste strumentalizzazioni, che si chiamano Lega, Pdl, Fratelli d’Italia, Forza Nuova, Casa Pound, De Corato, Salvini, Borghezio eccetera. Neanche Giulio Gallera, coordinatore del Pdl milanese, ha resistito alla tentazione del banchetto sul luogo del delitto e le immagini che lo ritraggono sorridente e soddisfatto sono forse la migliore testimonianza del livello di squallore raggiunto.</p>
<p>Insomma, sono tornati gli sciacalli, quelli che se ne fregano altamente del dolore altrui e che sono disposti a cavalcare qualsiasi tragedia o crimine pur di ricavarne qualche profitto politico. Sono talmente eccessivi che a volte persino tra di loro si manifestano delle prese di distanza, come ha attestato la pubblicazione su Libero di un articolo, a firma di Giampiero Mughini, che criticava aspramente il titolo “Assassini neri”.</p>
<p>Ma appunto, nulla di nuovo, cose già viste e vissute, un milione di volte. In fondo, sono passati soltanto tre anni da quando Moratti, De Corato e Salvini, allora al governo della città, si erano inventati il coprifuoco in via Padova, in nome della sicurezza e del pericolo immigrati. Il coprifuoco fu, però, anche l’inizio della loro fine. Il vento stava per cambiare, il coprifuoco si rilevò un autogol e nella primavera successiva le loro campagne d’odio si arenarono nella grottesca zingaropoli islamica e Pisapia fu eletto Sindaco di Milano.</p>
<p>La primavera milanese, con la sua grande partecipazione popolare, e la drammaticità della crisi economica avevano cambiato la percezione delle cose. I discorsi securitari, xenofobi e razzisti non tiravano più come prima e le destre milanesi erano ammutolite. E molti di noi, popolo di sinistra e di centrosinistra, si erano illusi che quei discorsi fossero sconfitti una volta per tutte. Abbiamo voluto dimenticare, abbiamo rimosso. Comprensibilmente, beninteso, perché era come respirare all’improvviso aria più pulita.</p>
<p>Fu però un’illusione, perché nulla è mai acquisito per sempre e le crisi tendono a riprodurre quotidianamente le condizioni per certi discorsi. E poi, anche l’entusiasmo e la partecipazione del 2011 non ci sono più. Certo, sbaglia chi oggi vede l’esaurimento della spinta propulsiva della “rivoluzione arancione”, perché il Sindaco gode tuttora di un consenso maggioritario in città, ma sbaglia altrettanto chi fa finta di niente e si rifiuta di vedere i segnali di pericolo, gli scricchioli e le troppe delusioni accumulate.</p>
<p>Sarebbe un errore clamoroso considerare le odierne urla e iniziative delle destre un semplice riflesso condizionato, perché siamo invece di fronte a una riproposizione delle campagne securitarie e xenofobe come strumenti tipici di ri-conquista del consenso politico. Infatti, gli attacchi leghisti contro il Ministro Cécile Kyenge sono iniziati ben prima degli omicidi di Milano e persino prima delle dichiarazioni sullo ius soli, poiché il vero peccato originale che si contesta al Ministro è evidentemente il colore della sua pelle. E poi, il primo ad accusare il Ministro di essere moralmente responsabile degli omicidi di Kabobo non è stato mica il quel fascista di Borghezio, bensì Matteo Salvini, capo della Lega in Lombardia e delfino di Roberto Maroni.</p>
<p>Ma anche sul piano strettamente milanese alcuni meccanismi sono stati riproposti già settimane fa, come ha dimostrato l’assedio del campo rom di via Dione Cassio, capeggiato dai neofascisti della Fiamma Tricolore, e la contestuale e aggressiva campagna contro il piano rom del Comune da parte delle destre istituzionali.</p>
<p>Quello che sta accadendo in questi giorni a Milano dovrebbe dunque aprire una riflessione molto seria. La Lega e le altre destre vedono delle crepe dopo due anni di governo arancione, sono galvanizzate dalla vittoria di Maroni alle regionali e, in ultima analisi, sono anche favorite dall’esistenza del governo Pd-Pdl. Loro sono già in campagna elettorale e la condurranno senza sosta e con ogni mezzo, riproponendo tutto il più squallido repertorio.</p>
<p>È importante che ci siano state delle reazioni di ripudio delle campagne xenofobe da parte di settori di residenti nel quartiere Niguarda e sono molto importanti <a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_14/lettera-sindaco-amici-daniele-carella-morto-dedichi-strada-2121127401173.shtml">le parole scritte dagli amici di Daniele Carella</a>, perché dimostrano che a Milano ci sono ancora tanti e tante che non intendono tornare indietro. Ma anche qui, non illudiamoci e non pensiamo che le cose si sistemino da sole. Occorre una reazione, forte e consapevole. E occorre che chi governa la città non stia sulla difensiva e che esca dalla trappola della gestione dell’esistente.</p>
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		<title>Bando ai Bandi</title>
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		<pubDate>Mon, 13 May 2013 19:06:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[MilanoX ha partecipato a un bando del Comune di Milano per l&#8217;assegnazione di uno spazio per il nostro circolo Arci. Siamo arrivati ultimi.. E la Fondazione Cariplo i soldi non ce li darà mai perché bestemmiamo ogni due per tre e facciamo l&#8217;apologia dei black bloc. A noi interessa la socialità negativa e incazzata, ironica [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/savezam59_1084772711_n.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-65018" alt="savezam59_1084772711_n" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/savezam59_1084772711_n.jpg" width="684" height="960" /></a></p>
<p>MilanoX ha partecipato a un bando del Comune di Milano per l&#8217;assegnazione di uno spazio per il nostro circolo Arci. Siamo arrivati ultimi.. E la Fondazione Cariplo i soldi non ce li darà mai perché bestemmiamo ogni due per tre e facciamo l&#8217;apologia dei black bloc. A noi interessa la socialità negativa e incazzata, ironica e vitriolica, non la società civile pacificata che fa picnic sui prati mentre il FAI ti fa la pippa di storia dell&#8217;arte.</p>
<p>Eppure il Comune sembra avere solo una risposta per chi come il centro sociale ZAM è sotto sgombero o come la libreria ex CUEM autogestita in statale è già stata sgomberata con le cattive: non avete fatto il bando.. Stessa storia per Off Topic/ Piano Terra e dulcis in fundo, Macao. Anche se il fatto che queste due autogestioni della classe precario-creativa milanese avvengano in proprietà comunali dovrebbe dare un po&#8217; più di respiro a queste esperienze. Il destino libertario di Torchiera è appeso alla partecipazione al solito bando, questa volta per le cascine. Dita incrociate..</p>
<p>MilanoX ha sostenuto Pisapia fin dalle primarie. L&#8217;abbiamo fatto perché era giusto e di là c&#8217;erano Batman e Decorato, Salvini e il Cerchio Magico. Oggi non capiamo il perché di questa foga di normalizzazione (i bandi! i bandi!) nei confronti di progetti che nascono per essere autonomi per davvero e che non vogliono dare spiegazioni della propria programmazione a nessuno che nn siano gestori o frequentatori e quindi di assessori e fondazioni non ne vogliono sapere. Milano senza spazi sociali autogestiti sarebbe infinitamente più povera. La giunta Pisapia deve avere l&#8217;intelligenza di tollerare un ecosistema sovversivo che non capisce fino in fondo, ma che è foriero di mille innovazioni sociali che hanno già arricchito la vita di tutti i milanesi (critical mass, partigiani in ogni quartiere, mayday ecc. ecc. ecc.). Il movimento milanese ha votato in massa per Pisapia. Non ha chiesto niente in cambio tranne la fine degli sgomberi e della repressione: una giunta se non benevola, almeno tollerante nei confronti dei centri sociali e comprensiva delle ragioni delle migliaia di persone che mobilitano. La sinistra in giunta e in consiglio non può tradire l&#8217;impegno con la sinistra di movimento della città, pena il suo dissolvimento. L&#8217;esito delle elezioni regionali dovrebbe dar da pensare..</p>
<p>vedi anche: <a href="http://www.inventati.org/offtopic/banditi-reclaim-the-space/">http://www.inventati.org/offtopic/banditi-reclaim-the-space/</a></p>
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		<title>San Raffaele: Accordo Sindacale e Ritiro Licenziamenti</title>
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		<pubDate>Sat, 11 May 2013 11:12:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[by Giorgio Salvetti Gli stipendi in media saranno ridotti del 9%, ma grazie alla lotta dei lavoratori nessuno verrà più licenziato La lotta paga. Da quando Giuseppe Rotelli ha rilevato il San Raffaele squassato dal fallimento di don Verzè, i lavoratori non hanno mai smesso di difendere il loro posto di lavoro e l&#8217;eccellenza del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2012/11/usbsanraffaele.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-57818" alt="usbsanraffaele" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2012/11/usbsanraffaele.jpg" width="800" height="535" /></a></p>
<p>by Giorgio Salvetti</p>
<p><em>Gli stipendi in media saranno ridotti del 9%, ma grazie alla lotta dei lavoratori nessuno verrà più licenziato</em></p>
<p>La lotta paga. Da quando Giuseppe Rotelli ha rilevato il San Raffaele squassato dal fallimento di don Verzè, i lavoratori non hanno mai smesso di difendere il loro posto di lavoro e l&#8217;eccellenza del loro ospedale. Hanno manifestato, sono rimasti in presidio permanente, hanno bloccato autostrade e sono saliti sui tetti. Ieri notte, dopo 16 lunghe ore di trattative, i sindacati, tutti, hanno firmato un accordo che senza la resistenza di questi lunghi mesi non sarebbe mai stato raggiunto. Per essere definitivo l&#8217;accordo dovrà essere ratificato dai lavoratori entro il 16 maggio. Ma la ratifica questa volta dovrebbe passare.<br />
Fa un certa impressione, adesso, assistere al balletto di tutti coloro che fanno a gara a chi gongola di più dalla soddisfazione. In testa il governatore lombardo Roberto Maroni. La sua Regione ha sì fatto da intermediaria, ma questo era dovuto visto che la sanità è il primo compito del Pirellone e che il San Raffaele è stato l&#8217;epicentro del sistema malato della sanità lombarda. La Lega, fino all&#8217;ultimo minuto, ha appoggiato il lunghissimo regno di Roberto Formigoni, inquisito per corruzione proprio per il San Raffaele. Ma anche il centrosinistra non può intestarsi l&#8217;esito positivo di una trattativa che ha snobbato per troppo tempo. In campagna elettorale Umberto Ambrosoli non aveva ritenuto di dover fare visita ai lavoratori in lotta. E neanche la Cgil può cantare vittoria, visto che aveva firmato un precedente accordo molto penalizzante che poi era stato bocciato con molto coraggio dalla maggioranza dei dipendenti.<br />
Gli unici che escono a testa alta da questo durissimo braccio di ferro sono i sindacati di base (Usi e Usb) e soprattutto i tecnici, gli amministrativi e gli infermieri che non si sono arresi neppure dopo che hanno cominciato a ricevere le 244 lettere di licenziamento spedite dall&#8217;amministrazione Rotelli.<br />
Eppure proprio loro sono i meno soddisfatti. Ieri notte sono riusciti a portare a casa l&#8217;annullamento di tutti i licenziamenti almeno fino alla fine del 2014 e il reintegro dei 66 lavoratori già licenziati. Hanno anche scongiurato, almeno per il momento, il passaggio dal contratto di lavoro pubblico a quello privato; un punto essenziale per difendere non solo i loro stipendi ma anche il valore pubblico dell&#8217;ospedale come bene comune. Sul tavolo però hanno dovuto lasciare tagli fino al 9% dello stipendio, per quanto solo sul salario accessorio. In totale Rotelli potrà risparmiare 9 milioni di euro.<br />
Uscire con la testa alta da questa trattativa però è determinante anche per il futuro. Il senso del ricatto di Rotelli, infatti, era evidente fin dall&#8217;inizio: spezzare la resistenza dei sindacati conflittuali e dei lavoratori che non hanno mai accettato i diktat della proprietà. Questo obiettivo sindacale ma anche politico è fallito. E a questo punto ogni altro tentativo da parte dell&#8217;amministrazione di fare profitti sulla pelle dei lavoratori e dei pazienti dovrà ancora fare i conti con tutti coloro che non ci stanno. «La lotta paga e fa bene ai posti di lavoro e alla qualità dei servizi &#8211; spiega l&#8217;Usb &#8211; Se fosse stato per Cgil, Cisl e Uil che oggi cantano vittoria l&#8217;odierna ipotesi di accordo non ci sarebbe mai stata dato che da subito quelle organizzazioni avevano accettato tutte le richieste dell&#8217;amministrazione, proposto la cassa integrazione e i contratti di solidarietà, invitato i lavoratori a votare sì al precedente inaccettabile referendum». Usb continuerà a vigilare e la lotta, c&#8217;è da giurarci, non finisce qui.<br />
Ieri è stato raggiunto un accordo anche tra l&#8217;amministrazione e le Sigille del Monte Tabor che gestiscono l&#8217;università Vita-Salute. Al cospetto del neo ministro all&#8217;Istruzione, Maria Chiara Carrozza, hanno firmato una tregua di un anno che permetterà di non fermare le specializzazioni degli studenti che potranno continuare a fare il loro tirocinio in ospedale.</p>
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		<title>Report dall&#8217;ex cuem &#8211; 9 maggio ore 16.30</title>
		<link>http://www.milanox.eu/report-dallex-cuem-9-maggio-ore-16-30/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2013 14:39:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>pablo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;assemblea e la conferenza stampa indetta per le 15 a cui hanno partecipato un nutrito gruppo di studenti e una ventina di giornalisti, la mobilitazione della ex cuem non si arresta. La presenza delle forze dell&#8217;ordine, digos in primis, è opprimente. Solo nel chiostro del Filarete ci sono una ventina di poliziotti in borghese. [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/931203_295840980550627_1536174340_n.jpg"><img src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/931203_295840980550627_1536174340_n.jpg" alt="931203_295840980550627_1536174340_n" width="640" height="480" class="alignnone size-full wp-image-64967" /></a></p>
<p>Dopo l&#8217;assemblea e la conferenza stampa indetta per le 15 a cui hanno partecipato un nutrito gruppo di studenti e una ventina di giornalisti, la mobilitazione della ex cuem non si arresta.<br />
La presenza delle forze dell&#8217;ordine, digos in primis, è opprimente. Solo nel chiostro del Filarete ci sono una ventina di poliziotti in borghese.<br />
In questo momento un gruppo di studenti e solidali li sta contestando con slogan e invitando pacificamente ad uscire dall&#8217;ateneo.<br />
Per questo motivo gli studenti hanno anche pensato di spostare la presentazione del libro di Tassinari, prevista nell&#8217;atrio, nel chiostro centrale a fianco delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Domani (venerdì) dalle otto e trenta i ragazzi ricominceranno i lavori per ricostruire la libreria.<br />
Alle 12 ci sarà un pranzo sociale ad offerta libera, dalle 14 l&#8217;assemblea.<br />
Alle 16 è previsto un incontro organizzato dal rettore in Aula Magna a cui gli studenti cercheranno di intervenire.<br />
Alle 19 ci sarà un dibattito pubblico su legittimità e legalità organizzato dagli studenti a cui parteciperanno alcune realtà autogestite da tutta Europa.</p>
<p>Nel week end proseguiranno i lavori di ricostruzione della libreria. Chiunque abbia voglia di dare il proprio contributo è benvenuto.</p>
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		<title>Bloccata sanità lombarda nel Conflict Day</title>
		<link>http://www.milanox.eu/bloccata-sanita-lombarda-nel-conflict-day/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 13:44:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Bloccati gli ospedali pubblici e privati. Migliaia di lavoratori in piazza “Resistere fa bene alla salute”, così Riccardo Germani, del Coordinamento Regionale dell’USB Lombardia, commenta lo sciopero generale che oggi ha bloccato gran parte degli ospedali pubblici e privati lombardi e la manifestazione che stamani ha attraversato la città di Milano. “Migliaia di lavoratrici e [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/2097325-ooo.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-64894" alt="2097325-ooo" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/2097325-ooo.jpg" width="680" height="380" /></a></p>
<p>Bloccati gli ospedali pubblici e privati. Migliaia di lavoratori in piazza<br />
“Resistere fa bene alla salute”, così Riccardo Germani, del Coordinamento<br />
Regionale dell’USB Lombardia, commenta lo sciopero generale che oggi ha<br />
bloccato gran parte degli ospedali pubblici e privati lombardi e la<br />
manifestazione che stamani ha attraversato la città di Milano.<br />
“Migliaia di lavoratrici e lavoratori, con in testa i primi 64 licenziati<br />
del San Raffaele, sono scesi in piazza a rivendicare una sanità pubblica<br />
come garanzia di qualità”, prosegue il rappresentante dell’’USB.<br />
“A Maroni e Mantovani, che vogliono chiudere un ospedale su 5, i lavoratori ed i<br />
cittadini hanno risposto con il Conflict day, occupando la piazza dove ha<br />
sede la Regione Lombardia, un grattacielo alto 161 metri con ben 43 piani e<br />
32 ascensori, costato a tutti i cittadini oltre 400 milioni di Euro, mentre<br />
sono in molti a non arrivare a fine mese e ci chiedono di fare altri<br />
sacrifici”.</p>
<p>“Nonostante il divieto operato dalla Polizia, abbiamo<br />
dimostrato a chi crede di governare la crisi con la repressione che i<br />
lavoratori non sono rassegnati. Quando si licenzia è una dichiarazione di<br />
guerra, e noi questa guerra vogliamo combatterla trasformando la rabbia in<br />
conflitto. Alle 16.00 di oggi saremo nuovamente a trattare con la proprietà del San<br />
Raffaele e la Regione, affinché vengano ritirati subito i 244 licenziamenti<br />
ed il San Raffaele diventi pubblico”, conclude Germani.</p>
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		<title>Precari del Comune: &#8220;Basta Casta Arancio&#8221;</title>
		<link>http://www.milanox.eu/precari-del-comune-basta-casta-arancio/</link>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 12:59:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[by Precarius Commons Ieri presidio del Comitato Precari Comune di Milano, che han manifestato a partire dalle 15:30 in Piazza San Fedele sotto le finestre dei vertici dirigenziali del Comune di Milano. La distribuzione dei volantini che denunciano lo scandalo degli stipendi d’oro dei consulenti a fronte del taglio di centinaia di precari comunali si [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/Presidio-13.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-64897" alt="Presidio 13" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/Presidio-13.jpg" width="800" height="600" /></a></p>
<p><strong>by Precarius Commons</strong></p>
<p>Ieri presidio del Comitato Precari Comune di Milano, che han manifestato a partire dalle 15:30 in Piazza San Fedele sotto le finestre dei vertici dirigenziali del Comune di Milano.</p>
<p>La distribuzione dei volantini che denunciano lo scandalo degli stipendi d’oro dei consulenti a fronte del taglio di centinaia di precari comunali si è alternata alla lettura di articoli di Costituzione, Statuto dei Lavoratori e Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino proprio sotto le finestre dei manager arancioni.</p>
<p>I manifestanti sono stati raggiunti e intervistati da una giornalista del Giornale, oltre che da Mattia Calise dei 5 Stelle e gente del PDL, che hanno preparato interventi in consiglio comunale. Sono sfilati nella piazza alla chetichella, senza nemmeno fermarsi a parlare coi precari, l’assessore Majorino e David Gentili del PD e Patrizia Quartieri di Sel.</p>
<p>‘Vergogna per le decine di assunzioni di consulenti esterni’ ripeteva il megafono precario, ‘Vi chiameremo a render conto delle vostre delibere, tra meno di 3 anni ci sono le elezioni…’ annunciavano i precari milanesi presenti. ‘In campagna elettorale parlavate di valorizzare le risorse interne ma se sapevate dei 300 milioni di buco in bilancio perché avete assunto così tanti esterni senza fare nemmeno un colloquio tra i dipendenti e i precari?’</p>
<p>Sornioni annuivano i colleghi vigili urbani a guardia del Consiglio, a cui da poche settimane sono stati tagliati gli straordinari. Perfino gli uomini della Digos intervenuti non potevano che elargire sorrisi a denti stretti leggendo i volantini e ascoltando i precari. Così come parole di assenso e incitamenti sono arrivati in piazza della Scala da sindacalisti del Comune e commercianti ambulanti, anche loro in presidio contro le delibere della giunta.</p>
<p>Una pratica, quella dei presidi del lunedì e martedì a palazzo Marino che sta diventando un’abitudine, segnale di un malcontento e di una delusione tanto taciuta da giornali e televisioni quanto diffusa in vari settori della società milanese.</p>
<p>Il volantino metteva su bianco le spese sostenute dal bilancio comunale, testimoniate da fotocopie di delibere distribuite a passanti e giornalisti, per i 3 uomini di punta della giunta Pisapia. Sono stati distribuiti 250 volantini mentre altre centinaia verranno affissi e distribuiti nei prossimi mesi in varie zone della città.</p>
<p>Cittadini, consiglieri e passanti hanno potuto così scoprire che il direttore generale Davide Corritore, dirigente del PD milanese (spesa 289.000) costa ai milanesi 10mila euro in meno di quanto costi ai tedeschi il cancelliere tedesco Angela Merkel, mentre il capo di gabinetto del sindaco Maurizio Baruffi (189.000) ex radicale passato ai verdi e approdato alla direzione generale del PD costa 10mila euro in meno dell’ex segretario di stato Usa Hillary Clinton. Cifre impressionanti che mostrano quale sia la distanza tra palazzi e realtà, tra le promesse di sobrietà della campagna elettorale e la fredda verità dei numeri (come da delibere pubblicamente disponibile). Nel volantino non mancano nemmeno foto e spese di Giovanni Confalonieri (169.000), brianzolo, ex avanguardia operaia, passato a Sel e oggi responsabile per il Comune di Expo 2015, che guadagna quasi quanto il capo del governo spagnolo Mariano Rajoy.</p>
<p>Cose ben note in rete, dove in due anni il giubilo generale sul web per la vittoria di Pisapia rischia di trasformarsi in delusione di massa per i mancati interventi di quella che il comitato precari del comune definisce ormai &#8220;casta arancio&#8221;.</p>
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		<title>Letta a Milano Stravede per Expo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 05:45:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Giorgio Salvetti Per rilanciare la fiera del 2015 travolta dalla crisi, il neopremier in visita a Milano ci mette la faccia ma non ancora i soldi e straparla di &#8220;follia visionaria&#8221; I sogni son desideri. Potrebbe essere questo il motto che sintetizza la giornata milanese di Enrico Letta. Ieri il presidente del consiglio è [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/lettaexpo.jpg"><img src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/lettaexpo.jpg" alt="lettaexpo" width="620" height="334" class="alignnone size-full wp-image-64768" /></a></p>
<p><strong>di Giorgio Salvetti<br />
</strong><br />
<em>Per rilanciare la fiera del 2015 travolta dalla crisi, il neopremier in visita a Milano ci mette la faccia ma non ancora i soldi e straparla di &#8220;follia visionaria&#8221;</em></p>
<p>I sogni son desideri. Potrebbe essere questo il motto che sintetizza la giornata milanese di Enrico Letta. Ieri il presidente del consiglio è salito nella capitale morale per dare un «segno». E&#8217; stato proprio lui a definire così la nomina per decreto di Giuseppe Sala a commissario unico di Expo 2015. Dopo anni di faide e ritardi, la manifestazione internazionale su cui Milano ha puntato tutte le sue carte (e i suoi capitali) sconta ritardi impressionanti. E non basterà questa investitura per raggiungere l&#8217;obiettivo. E&#8217; sempre Letta ad ammettere che per il suo governo puntare su Expo è un rischio perché il successo è tutt&#8217;altro che automatico. Ma almeno il premier è venuto a metterci la faccia. Anche per rispondere al Financial Times che ha definito il suo programma un «libro dei sogni» di difficile attuazione. </p>
<p>«I sogni ci vogliono, un po&#8217; di follia visionaria come quella avuta sette anni fa per far partire Expo ci vuole &#8211; ha azzardato il premier &#8211; oggi siamo qui, i sogni servono oltre il valore arido dei numeri». I numeri, appunto? Quelli della sua maggioranza che certo non era nei sogni degli elettori, e quelli durissimi dell&#8217;economia che poco dopo gli ha ricordato il numero uno della Consob, Giuseppe Vegas, a Palazzo Mezzanotte. «Dobbiamo fare crescita, senza indebitarsi», azzarda il presidente del consiglio. Una politica dell&#8217;impossibile condita di buon senso e cauto ottimismo. Certo, se non cresce Milano non cresce neppure l&#8217;Italia. Almeno di questo Letta ieri sembrava consapevole, ed è già un passetto avanti. Alla sede di Expo Spa, in via Rovello, si è portato da Roma tre ministri &#8211; Maurizio Lupi (Infrastrutture), Nunzia de Girolamo (Agricoltura), Massimo Bray (Cultura) &#8211; e un sottosegretario creato ad hoc per Expo, l&#8217;ex numero uno del Pd lombardo Maurizio Martina. Con loro c&#8217;erano il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il governatore lombardo Roberto Maroni.</p>
<p>«Expo è uno dei punti cardinali, un punto di riferimento essenziale di questo governo &#8211; ha detto il presidente del consiglio &#8211; da qui vogliamo che venga un messaggio di coesione, siamo una squadra, la squadra Italia che farà sì che Milano possa essere una capitale europea». E ancora: «Expo sarà uno snodo per agganciare la ripresa». Parole dolci per Pisapia e Maroni che però aspettano che il governo mobiliti le risorse necessarie e allenti i cordoni strettissimi del patto di stabilità. Su questo Letta frena: «Ne discuteremo, troveremo soluzioni insieme». </p>
<p>I tempi però sono strettissimi e i gesti simbolici rischiano di essere insufficienti. La storia di Expo racconta bene l&#8217;involuzione della politica e del capitalismo milanese (e quindi italiano). Nato da un&#8217;idea di Romano Prodi, e fortemente voluto dell&#8217;ex sindaco Letizia Moratti, doveva dare un senso all&#8217;intreccio di interessi tra finanza spregiudicata e speculazione edilizia, entrambe sempre più infiltrati da corruzione e organizzazioni mafiose. Per anni tutto è rimasto paralizzato dalla faida tra Moratti e Formigoni. Con la vittoria di Pisapia, Formigoni è rimasto l&#8217;unico dominus di Expo. A quel punto però è arrivata la crisi. E Formigoni è stato costretto a lasciare il Pirellone travolto dalle inchieste. La Milano che sognava Expo è già svanita molto prima del 2015, e il sogno adesso rischia di trasformarsi in un incubo di cui però non si può più fare a meno per sperare di risvegliarsi dalla crisi.</p>
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		<title>#mobilitànuova: Milano Invasa da Migliaia di Bici:)</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 08:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/mobinuovabici.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-64701" alt="MANIFESTAZIONE 'L'ITALIA CHE CAMBIA STRADA' A MILANO" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/mobinuovabici.jpg" width="672" height="448" /></a></p>
<p>Successo oltre ogni aspettativa per la manifestazione promossa dalla neonata Rete per la Mobilità nuova, che vede insieme 200 fra associazioni e organizzazioni di categoria. In 50 mila tra ciclisti urbani, pedoni e pendolari hanno sfilato ieri per le vie di Milano chiedendo che «l&#8217;Italia cambi strada davvero».</p>
<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/MG_0779.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-64708" alt="_MG_0779" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/MG_0779-575x383.jpg" width="575" height="383" /></a></p>
<p>Mobilità nuova si fa promotrice di una proposta di legge, che prevede: l&#8217;incremento del trasporto collettivo e gli spostamenti non motorizzati all&#8217;interno delle aree urbane e l&#8217;ottimizzazione delle risorse pubbliche destinate alle infrastrutture per la mobilità. Propone nello specifico di destinare al trasporto pubblico locali e alla mobilità non motorizzata il 75% dei fondi pubblici, l&#8217;introduzione di un limite di velocità (30 km nei centri urbani, max 50 sulle strade urbane).</p>
<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/MG_0812.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-64709" alt="_MG_0812" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/MG_0812-575x383.jpg" width="575" height="383" /></a></p>
<p>E ancora, la definizione di target di mobilità validi in tutti i Comuni capoluogo di Provincia e nei Comuni con più di 50mila abitanti, che, come per la raccolta differenziata, impongano alle amministrazioni locali obiettivi vincolanti, con un sistema di incentivi e disincentivi. Una proposta di legge allo scopo di aumentare la sicurezza di tutti e sollecitare modalità di trasporto alternative all&#8217;auto privata. Da domani, spiega Alberto Fiorillo di Legambiente: «Questa proposta sarà presentata per le raccolta delle firme». C&#8217;è già una «sponda» a Montecitorio in un gruppo di 57 parlamentari che hanno formato un gruppo che ascolterà le richieste di ciclisti, pedoni e pendolari.</p>
<p><em>vedi anche:</em> <a href="http://www.mobilitanuova.it">www.mobilitanuova.it</a><br />
<a href="http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_4/mobilita-nuova-migliaia-pendolari-pedoni-ciclisti-212977889382.shtml?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter">http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/13_maggio_4/mobilita-nuova-migliaia-pendolari-pedoni-ciclisti-212977889382.shtml?utm_source=twitterfeed&amp;utm_medium=twitter</a></p>
<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/MG_0800.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-64710" alt="_MG_0800" src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/MG_0800-575x383.jpg" width="575" height="383" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Palazzo Marino, Lunedì Doppio Presidio</title>
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		<pubDate>Sun, 05 May 2013 08:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rob</dc:creator>
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		<description><![CDATA[by Precario Ignoto Un lunedì particolare per il ‘palazzo’ del potere di Milano. In piazza della Scala dalle 16 manifesteranno Cisl Uil Usb e Csa che per il 13 maggio hanno indetto uno sciopero storico (il primo di sempre senza la Cgil) per protestare contro diverse delibere della Giunta Pisapia. In piazza San Fedele sotto [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/giuliano-pisapia1.jpg"><img src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/giuliano-pisapia1.jpg" alt="giuliano-pisapia1" width="500" height="333" class="aligncenter size-full wp-image-64699" /></a></p>
<p><strong>by Precario Ignoto</strong></p>
<p>Un lunedì particolare per il ‘palazzo’ del potere di Milano. In piazza della Scala dalle 16 manifesteranno Cisl Uil Usb e Csa che per il 13 maggio hanno indetto uno sciopero storico (il primo di sempre senza la Cgil) per protestare contro diverse delibere della Giunta Pisapia. In piazza San Fedele sotto ‘le finestre che contano’ a partire dalle 15.30 ci sarà il comitato precari del Comune di Milano, che presto potrebbe trasformarsi in comitato disoccupati visti i tagli in arrivo.<br />
E’ con grande stupore che i precari comunali hanno letto la notizia, diffusa con grande enfasi da giornali e TV, dei 16 mila cittadini aiutati grazie alle misure e ai fondi deliberati dalla Giunta. I dati del fondo anticrisi e del sostegno al reddito per 28milioni di euro sono stati ripresi senza il benché minimo contraddittorio da tutti i media: una visione totalmente diversa da quella vissuta quotidianamente dalle migliaia di persone che negli ultimi anni hanno lavorato, e in qualche sparuto caso ancora lavorano, nei servizi del Comune con contratti precari.<br />
E le parole ripetute dall’assessore Majorino :‘Non lasceremo sole le persone più deboli’, risuonano per loro come una disgustosa beffa, visto che sono state diffuse proprio a ridosso del 1 maggio.<br />
‘Ma se stan lavorando meno di 50 persone delle graduatorie’, spiega Agnese, una delle animatrici del comitato precari (precarimilano1@libero.it) nato nel maggio 2011. ‘Pensate che la giunta si rifiuta persino di mettere all’ordine del giorno del consiglio comunale la questione precari’, sintetizza Giovanni. Sia il consigliere Lepore della Lega Nord che Mattia Calise di 5 Stelle, infatti, confermano che la questione non è mai stata messa all’ordine del giorno nonostante le molte richieste. Il problema, secondo diversi uomini della Giunta, è troppo scomodo da affrontare in pubblico per chi si è riempito (e in qualche caso si riempie ancora) la bocca di precarietà per anni in Tv, libri e Talk Show. Sono diversi infatti i comunali che non dimenticano le parole pronunciate davanti a centinaia di precari non più tardi di 2 anni e mezzo fa dall’allora candidato alle primarie del centrosinistra Giuliano Pisapia alla Casa della Cultura di via Borgogna. Riprese e registrate, a futura memoria: aiuteremo i precari del Comune di Milano. (http://www.precaria.org/intervista-a-pisapia-sul-contratto-con-i-precari.html : video intervista San<br />
Precario/Giuliano Pisapia, http://www.precaria.org/?s=pisapia&#038;submit.x=13&#038;submit.y=15 : audio dell’incontro).<br />
Come è possibile, si chiedono molti dei 15.500 dipendenti del Comune, che chi non ha risolto i gravi problemi dei suoi dipendenti più deboli, voglia oggi ergersi a paladino di tutti i milanesi in crisi?<br />
Ad oggi non è ancora noto a sindacati e precari il numero dei contratti non a tempo indeterminato stipulati dal Comune negli ultimi 5 anni, cifra che potrebbe superare di gran lunga le 7mila unità, secondo stime dei sindacati, mentre centinaia di contratti a tempo determinato non sono più stati rinnovati dall’insediamento della nuova Giunta ad oggi. Cifre da brivido, da moltiplicare per molte delle società dirette di fatto dai dirigenti nominati da palazzo Marino: numeri che consegnano al Comune la medaglia d’oro della precarizzazione di Milano. Nomi, cifre e delibere che i precari hanno sintetizzato nel Dossier ‘Precari e consulenti…il vento in Comune non cambia mai’ che paragona la loro infelice situazione a quella delle decine di consulenti e dirigenti esterni ‘ di fiducia’ assunti dalla Giunta da due anni a questa parte. ‘Altro che trasparenza’ afferma Stefano, ‘Di molti di loro sul sito www.comune.milano.it, nella sezione merito e trasparenza, non compare nemmeno lo stipendio’, denuncia, ‘Per fortuna che abbiamo le delibere. Almeno quelle non possono smentirle&#8230;’ ‘La peggior cosa’, ammette Magda, ‘E’ che molti di noi hanno appoggiato il Sindaco. Credevamo nelle sue parole, speravamo che i consiglieri di Sel e di Rifondazione avrebbero preso le nostre difese, avrebbero rappresentato i nostri interessi. Pensi che li abbiamo anche incontrati più di una volta… E invece, il 6 maggio saremo ancora in piazza San Fedele sotto le finestre di Sindaco e Assessori e Consiglieri a chiedere un po’ di speranza. A ricordare che le promesse elettorali si mantengono, nonostante chi doveva farle diventare delibere se ne sia lavato le mani.’<br />
‘Almeno per Expo 2015’, si chiede Giovanna F. ‘Qualche briciola la lasceranno cadere dal tavolo anche per noi che lavoriamo al Comune da anni?’. Una domanda che resta ancora senza risposta.</p>
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		<title>Save UniSRaffaele: Dopo Proteste Studenti, Si Attende Intervento Ministro</title>
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		<pubDate>Sat, 04 May 2013 10:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alex</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ministro università]]></category>
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		<description><![CDATA[di Giorgio Salvetti Maria Chiara Carrozza nella sua prima uscita si impegna a risolvere una disputa tra privati che colpisce gli studenti dell&#8217;Università San Raffaele Che cosa può succedere a un ospedale e a un&#8217;università privata? Lo sanno bene, purtroppo, i lavoratori e gli studenti del San Raffaele. Dopo il crac e la morte di [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/2088613-san_raff.jpg"><img src="http://www.milanox.eu/wp-content/uploads/2013/05/2088613-san_raff.jpg" alt="2088613-san_raff" width="680" height="380" class="alignnone size-full wp-image-64689" /></a></p>
<p><strong>di Giorgio Salvetti</strong></p>
<p><em>Maria Chiara Carrozza nella sua prima uscita si impegna a risolvere una disputa tra privati che colpisce gli studenti dell&#8217;Università San Raffaele</em></p>
<p>Che cosa può succedere a un ospedale e a un&#8217;università privata? Lo sanno bene, purtroppo, i lavoratori e gli studenti del San Raffaele. Dopo il crac e la morte di don Verzè, l&#8217;ospedale è stato rilevato dal big della sanità privata Giuseppe Rotelli. La nuova proprietà sta continuando a mandare 244 lettere di licenziamento per ridurre i costi alla faccia dell&#8217;eccellenza e del servizio da garantire ai pazienti. L&#8217;università Vita Salute, invece, è ancora controllata dalle Sigille del Monte Tabor, come ai tempi del don. Rotelli però vuole mettere le mani anche sull&#8217;ateneo che risiede nei locali dell&#8217;Inail, in via Olgettina. Per farlo ha deciso di far saltare la convenzione che permetteva agli studenti di specializzarsi nei reparti del San Raffaele con importanti ricadute anche sulla qualità delle cure, oltre che sulla ricerca.<br />
Risultato: proprio prima di dimettersi l&#8217;ex ministro dell&#8217;istruzione, Francesco Profumo, ha deciso di bloccare l&#8217;ingresso delle matricole di medicina alle specializzazioni in ospedale. In sostanza gli studenti non potranno continuare il loro percorso di studi facendo pratica nei reparti. La scelta del Miur è stata obbligata, quasi di ordinaria amministrazione, ma ha scatenato la protesta degli studenti. Dopo tre giorni di occupazione, ieri, una cinquantina di ragazze e ragazzi sono andati a manifestare in centro a Milano, da piazza San Babila alla prefettura, dove era in programma un vertice tra le due parti in lotta. All&#8217;incontro ha partecipato anche Maria Chiara Carrozza alla sua prima uscita da neo ministro dell&#8217;istruzione. Basterebbe questo per spiegare quanto la situazione sia delicata: un braccio di ferro tra privati sta mettendo seriamente a rischio un patrimonio che invece dovrebbe essere un bene comune, come ha ripetuto l&#8217;altro giorno agli studenti in assemblea anche Massimo Cacciari.<br />
L&#8217;intervento del ministro ha congelato la situazione. Gli studenti hanno sospeso l&#8217;occupazione in attesa che Carrozza mercoledì prossimo presenti un piano di riconciliazione con l&#8217;obiettivo di rinnovare almeno per un anno la convenzione tra ospedale e università, per poi rimodulare una governance condivisa dell&#8217;ateneo. Si tratta di una strada lunga e difficile, perché lo stesso ministro ha constatato la distanza tra la gestione Rotelli e le Sigille.<br />
Rotelli aveva addirittura pensato di fondare una propria università che fornisse specializzandi al san Raffaele, indipendentemente da Vita Salute, e che avrebbe impiegato come docenti alcuni primari delle altre strutture ospedaliere di sua proprietà. Un disastro per gli attuali prof dell&#8217;università fondata da don Verzè che per questo stanno appoggiando la protesta degli studenti, a difesa del loro ateneo, ma anche del loro posto di lavoro.<br />
E a proposito di lavoro, lunedì prossimo riprenderà in regione Lombardia la trattativa per tentare di fermare i 244 licenziamenti di infermieri, tecnici e amministrativi che l&#8217;amministrazione Rotelli sta effettuando per punire i lavoratori. Per i nuovi padroni dell&#8217;ospedale sono colpevoli di non essersi arresi a un ricatto che puntava a ridurre diritti e stipendi. I privati, anche quando si occupano di salute e istruzione, pensano prima di tutto a fare profitti. Non solo sulla pelle dei lavoratori, ma anche dei pazienti e degli studenti. </p>
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