Boeri Cade sull’Expo Formigoniana

di Roberto Maggioni e Alex Foti

Un bel pezzo di sogno arancione che finisce? In tanti hanno creduto ai due uomini delle primarie, con quell’immagine in un piazzale della Stazione Centrale affollatissimo, “Milano libera tutti”, giradischi davanti e loro due sopra a fare i DJ insieme.

Ma la vittoria del 30 maggio non ha cancellato il rapporto difficile tra i due, due protagonisti dai caratteri opposti. L’uno eccessivamente brillante, l’altro quasi dimesso. Ora i nodi sono venuti al pettine e le tensioni sotto pelle sono davanti agli occhi di tutti. Una questione domina le altr: la maledetta Expo. A noi Expo fa schifo, Boeri l’ha progettata con una filosofia ambientalista, l’AD Sala (destra PD) ha contrappost la visione aziendalista, Pisapia ha tentato un difficile equilibrio tra i due. Ma alla fine appare soprattutto chiaro che ha ceduto a Formigoni e CL. Ha accettato il governatore del Ventennio come doppio commissario imposto da Roma, si è fatto scippare il potere decisionale sulle pratiche e gli è restato solo il ruolo di vigilanza sui tempi. Boeri, che già aveva criticato la decisione del Comune di pagare a prezzi edificabili i Cabassi per le aree Expo, si è permesso di sottolineare in un’intervista a radiopop la sudditanza verso la Regione ed è rimasto bruciato.

A questo si sommano divergenze sulla cultura, ultima in ordine di tempo l’infelice uscita di Boeri sul trasferimento del museo d’arte contemporanea da Citylife all’ex Ansaldo. “Posizioni personali mai discusse in giunta,” ha detto Pisapia, che domenica alle 19 l’ha convocato e gli ha detto “Non ho più fiducia in te”, senza addurre altri motivi per licenziarlo. Rimane il fatto che ha preso 13.000 preferenze, roba che gli altri piddini se le sognano.

“Uno può essere un bravo professionista, un bravo politico, avere delle idee brillanti ed anche di sinistra, ma non essere capace di lavorare in un gruppo, ed allora diventa tutto più complicato, se non impossibile da gestire”, rimprovera ad esempio Mirko Mazzali da sinistra.”D’Alfonso invece immagino sappia lavorare in gruppo, bisognerebbe capire con quale però”, gli risponde un cittadino su facebook.

Il Pd nel ruolo di mediatore è imbarazzante. Sotto sotto Cornelli e soci non vedono l’ora di sbarazzarsi dell’ingombrante Boeri, che in questi mesi ne ha avute anche per loro. Risale a due mesi la lettera con cui l’archistar chiedeva un nuovo congresso del Pd metropolitano e il rinnovo dei dirigenti.

E’ probabile Boeri sarà messo da parte, si dice già lunedì mattina sarà costretto a dimettersi (sostituito dalla Pollastrini?), ma le questioni restano. A partire da Expo. Perché Boeri di cavolate ne ha anche dette, e nella cultura non ha ancora realizzato molto, a parte i giovedì in cui incontra le persone attive nei vari settori e lavori di cultura ed entertainment e le 10 idee per Milano con cui cerca sponsor di lungo periodo per non pesare sulle casse comunali all’asciutto. Ma l’accusa sullo strapotere formigoniano-ciellino resta. E Pisapia dovrebbe spiegare perché sta lasciando la torta Expo a Formigoni.

Heretic share

4 Comments

  1. Posted lunedì 28 novembre 2011 at 10:34 | Permalink

    Attenzione a non commettere l’ingenuità di ridurre questa cosa a uno scontro tra caratteri. Questa è una guerra tra due bande rivali, per i soldi veri. Da un lato i rifondatori socialisti del 51% di Bassetti di cui D’Alfonso è esponente in giunta, dall’altro il Pd con gli agganci a certa CdO, Anemone, eccetera. Ovviamente nessuno degli interessi in campo coincida col bene pubblico.

  2. Posted lunedì 28 novembre 2011 at 11:10 | Permalink

    chiaro. la frase finale è il senso dell’articolo e la questione vera che pisapia non sta affrontando.

  3. Posted lunedì 28 novembre 2011 at 11:50 | Permalink

    Io credo che – semplicemente – abbiano perso. L’alleanza è chiara, Bassetti + Formigoni si spartiscono la città, CdO molla il Pd lombardo e corre in soccorso del vincitore.
    Quindi si leggono cose così: “Dobbiamo costruire una grande alleanza tra moderati e riformisti, laici e cattolici, liberali e socialisti, tra le grandi tradizioni popolari che hanno fatto l’Italia dal dopoguerra a oggi e che, ancora oggi, possono modernizzare e salvare il nostro Paese”.
    In più ci sta che ci becchiamo la Polalstrini alla cultura, per dire. Benelli 2 La Vendetta.

  4. Ugh
    Posted lunedì 28 novembre 2011 at 12:56 | Permalink

    Gira e rigira vince sempre la cdo…..
    Bella soddisfazione sta primavera arancione che sta diventando un inverno grigio nero….
    complimenti a chi continua a fare informazione dal basso, l’unica luce in qs momento…

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *

*
*

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Related Posts

Tags

  • COMMUNITY

  • #OccupyFrankfurt

  • MACAO

    Macao 6/5/2012 Assemblea - Milano

  • MAYDAY

  • ALMANACCO

  • pasta madre 2

    Se qualcuno dovesse chiedermi dove poter portare una ragazza a cena per poterla conquistare, una ragazza amante dello slowfood italiano di ottima qualità ma non volessi spendere una follia, non avrei dubbi, la porterei da Pasta Madre in Porta Romana. Assicuratevi di prenotare, perché questo posto, seppur aperto solamente da pochi mesi, è già diventato [...]

  • Mostra Fotografica