Tratto dal manifesto
Tensione a Milano e Roma. Contestato il presidente del Consiglio d’Europa a Firenze. Alemanno chiede l’intervento della polizia a Roma. A Napoli i manifestanti tirano uova contro le banche.
Flashmob in varie città italiane, cortei, assedi alle filiali delle banche e alle sedi di Equitalia. E’ stato il giorno del ritorno in piazza degli indignati, che in Italia come all’estero hanno dato vita a proteste contro le politiche con cui i governi fronteggiano la crisi economica. Qualche momento di tensione si è avuto ieri mattina a Milano quando un corteo di studenti ha cercato di deviare dal percorso concordato ed è entrato in contatto con le forze dell’ordine. Ma anche a Roma dove il sindaco Alemanno ieri sera è tornato a chiedere l’intervento della polizia contro duecento giovani che manifestavano sotto il ministero del Tesoro. Un appello irresponsabile, quello del primo cittadino della capitale, fortunatamente ignorato da prefetto e questore.
Le manifestazioni italiane si sono svolte in contemporanea con iniziative analoghe che si sono svolte in tutto il mondo in occasione dell’11-11-11. il giorno del grande Uno in cui la parola d’ordine «Occupy Wall Street» si è trasformata in «Occupy the world». In Italia, la giornata è cominciata con un’iniziativa contro le banche messa in atto a Milano da studenti e indignati. «Contro l’Europa di banchieri e affaristi, people of Europe rise up» era scritto sullo striscione di apertura del corteo che ha attraversato il centro. I manifestanti hanno inscenato un flashmob all’interno dell’agenzia n°1 di piazza Cordusio, fingendo di studiare sui tavoli dell’istituto di credito e ricevendo l’inaspettata solidarietà di molti correntisti lì per caso. Uova e pomodori sono stati lanciati contro le forze dell’ordine intervenute. Stessa cosa alle sede del Parlamento europeo dove studenti aderenti al coordinamento dei collettivi studenteschi ha fatto irruzione negli uffici armato di facsimili di banconote di dollari con scritto «Not our debt». All’esterno sono stati incendiati finti titoli di stato italiani, greci e irlandesi come simbolico rogo del debito pubblico.
Cortei anche a Bologna con gli studenti coperti da una mantello nero e da una maschera bianca che hanno tracciato delle V cerchiate – simbolo di Vendetta – su vetrine e muri delle banche incontrate lungo il percorso del corteo. A Firenze nel mirino degli indignati è finito il presidente del Consiglio d’Europa Van Rompuy, il cui intervento all’Istituto europeo universitario di Fiesole è stato interrotto da una cinquantina di ricercatori che hanno ironicamente affisso 95 tesi di Lutero sui mali d’Europa. Proteste anche a Napoli e Palermo. Nel capoluogo partenopeo un corteo composto da disoccupati organizzati, studenti e giovani dei centri sociali ha lanciato uova contro le sedi delle banche. A Palermo, invece, gli studenti universitari aderenti alla sigla «OccupyUniPa» hanno addirittura eretto un muro simbolico davanti l’ingresso di un’agenzia di lavoro interinale per protestare, spiegano, contro la «precarietà della vita di tutti i giorni e l’impossibilità di crearsi un futuro».
E infine Roma. Nella capitale i Dragi ribelli si sono dati appuntamento alle 15 davanti al ministero del Tesoro. Circa duecento giovani, circondati dalla polizia, hanno sostato inizialmente lungo via XX Settembre per poi spostarsi in via Flavia, a poche decine di metri dell’ingresso del ministero dove sono stati bloccati dagli agenti. Gli indignati si sono seduti a terra e hanno protestato pacificamente contro l’impossibilità di manifestare nella capitale grazie anche ai continui appelli del sindaco Alemanno, più preoccupato del traffico che delle forme in cui si esplicita la democrazia. E infatti, puntuale, anche ieri è arrivata la richiesta del sindaco alle forze dell’ordine perché liberassero la strada. Richiesta ignorata dalla polizia, che ha cercato comunque di identificare tutti i giovani presenti. A quel punto è nata un’assemblea in cui i manifestanti hanno discusso se farsi identificare dagli agenti oppure farsi portare via a forza. Alla fine, grazie anche all’intervento del senatore Pd Vincenzo Vita, tutto è finito bene. La polizia ha rotto l’assedio e i giovani sono potuti tornare a casa senza problemi.











